Enzo Iacchetti: "Sono come Casanova"
Enzo Iacchetti: "Sono come Casanova, innamorato dell'amore"
"Pazza di te nasce da un periodo terribile. Tre anni fa ero a pezzi: la mia vita privata era un disastro e il lavoro non mi bastava più. Ho deciso di partire, sono finito in Olanda. Un giorno per strada ho incontrato una ragazza bellissima che portava sul seggiolino della sua bicicletta un bimbo down. Mi sono avvicinato e le ho chiesto fosse lei se la madre. Mi ha risposto fortunatamente si, una frase che mi ha colpito a tal punto da volerle costruire attorno un piccolo film. Così è nata Francesca: bella, coraggiosa e intelligente”. Lo ha dichiarato Enzo Iacchetti al settimanale Grazia, in edicola martedì 2 dicembre, in merito al cortometraggio che ha diretto lui stesso e che parla di una donna abbandonata dal compagno non appena gli comunica di essere incinta di un bimbo affetto dalla sindrome di down.
![]() Enzo Iacchetti |
Iacchetti tra cabaret, varietà, palcoscenico e sit-com non si ferma mai e a proposito del suo ruolo da regista dice: “Fare il regista è un’esperienza straordinaria e ha i suoi vantaggi pratici: finalmente puoi ingrassare senza sensi di colpa, tanto nessuno ti vede sullo schermo”. Il 5 dicembre sarà sugli schermi con Torno a vivere da solo con Jerry Calà, e nei primi mesi del 2009 porterà in teatro Casanova, in cui si riconosce per un tratto particolare: “Quando Casanova si innamora – dice Ezio – lo fa con tutto se stesso. E ogni volta rimane fedele. Anche io sono così. Ho solo avuto quattro donne importanti nella mia vita, lui centinaia, ma l’approccio è uguale. Putroppo quando ‘sbarello’, non vedo altro. So già che starò male, che perderò gli amici, ma… l’amore è quella cosa lì. Io sono come Casanova, un innamorato dell’amore”.
Il conduttore di Striscia, da anni molto amico di Ezio Greggio confida: “Greggio riuscirà a farmi ridere anche in punto di morte, quando avrò 98 anni e lui 96” e conclude con un desiderio: “Il massimo sarebbe girare un film di Natale diretto da Vanzina insieme al mio amico Ezio”.
Chiara Mastroianni: "Somiglio molto a mio padre"
“Il fatto che fosse un film di Arnaud Desplechin mi ha convinta ad accettare questa sfida. Con lui avevo già lavorato molti anni fa e ho accettato la parte prima ancora di leggere la sceneggiatura perché non importava, volevo essere di nuovo in un suo film”. Lo ha dichiarato Chiara Mastroianni al settimanel Grazia, in edicola martedì 2 dicembre.
La figlia del celeberrimo Marcello e di Catherine Deneuve racconta la sua esperienza accanto alla madre sul set del film Racconto di Natale diretto da Desplechin, film che descrive un dramma familiare in modo ironico e toccante, in cui malattia e autoanalisi si mescolano all’interno di una trama intricata: “Io e lei ci troviamo bene anche perché sul set ci dimentichiamo del rapporto di parentela e ci comportiamo da colleghe. Del resto credo sia l’unico modo: sul set devi metterti a completa disposizione del regista, non c’è spazio per i legami di sangue”.
Chiara, confida inoltre a Grazia di essere compiaciuta del fatto che la trovino molto somigliante al padre: “Che io gli assomigli è evidente – dice – e non è una cosa che cerco o posso nascondere” e rivela che la madre era contraria alla sua scelta di fare l’attrice: “Mia madre voleva che continuassi a studiare il più a lungo possibile. A mio padre andava bene che facessi l‘attrice, anzi credo che fosse anche un po’ orgoglioso. La più preoccupata era certamente mia madre, forse perché sa quanto sia difficile fare questo mestiere per una donna. Il suo essere contraria alla mia carriera era solo un modo per proteggermi. Adesso infatti è molto felice”.
Danny Boyle: "Il denaro non conta niente"
“Sono lusingato, ma non dobbiamo farci sedurre da questo; benvengano i rumors sull’Oscar, ma The Millionaire è un film che ha comunque delle barriere per lo spettatore: è ambientato in India”. Lo ha dichiarato Danny Boyle in un’intervista esclusiva al settimanale Grazia, in edicola martedì 2 dicembre. Il regista parla del suo nuovo film, The Millionaire, presentato in anteprima all’ultimo London Film festival e nelle sale italiane dal 5 novembre. Decretato dalla critica internazionale tra i migliori film dell’anno, porta sugli schermi la storia di Jamal Malik, figlio del ghetto, rimasto orfano a 7 anni e che a 18 riesce a farsi ammettere allo show televisivo “Chi vuol essere milionario” dove per lui ci sono in palio 20 milioni di rupie. Tuttavia Jamal partecipa allo show non per i soldi ma per ritrovare il suo amore perduto.
Recitato in parte in lingua hindi con sottotitoli in inglese è un vero miracolo culturale e, come afferma Boyle, è importante che la gente lo veda: “Siamo in un mondo sempre più internazionale, le frontiere scompaiono, le lingue si confondono e si espandono, il mondo si compenetra. Dobbiamo accettarlo, dobbiamo salire a bordo di questo concetto e fare sempre più film che riflettano questa realtà”.
Boyle racconta a Grazia di come sia difficile la vita in India, un paese dove tutto è a disposizione e visibile, una verità dura che ha cercato di raccontare attraverso gli occhi dei bambini: “Li abbiamo cercati nel più grande slum dell’India, Dharavi, a Mumbai, dove il film è ambientato e dove vivono tra catapecchie e fogne. I bambini sono meravigliosi per la loro capacità di attirare l’attenzione, di attivare la sensibilità dello spettatore, soprattutto se mostri la loro vulnerabilità. Grazie a loro ho potuto raccontare la parte oscura di questo Paese emergente”.
Una storia di povertà e riscatto, dunque, dove i protagonisti nonostante tutto non sono mai a caccia di denaro, una filosofia questa abbracciata anche da Boyle: “Per me i soldi non hanno alcuna importanza rispetto all’amore e all’umanità”.



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