Il personaggio/ Da letterina a Mezzobusto di Studio Aperto. "Ecco come ho fatto", intervista a Elisa Triani
Reginetta di bellezza, pioniera delle letterine e ora giornalista televisiva, non si ferma la straordinaria ascesa di Elisa Triani. Un'importante svolta professionale quella dell'istrionica Elisa, nuovo apprezzato mezzobusto di “Studio Aperto”, che ad Affaritaliani.it rivela le difficoltà di affermarsi nell'insidioso mondo del giornalismo per chi come lei ha un passato da soubrette televisiva alle spalle. Acqua passata, fortunatamente, visti i traguardi raggiunti e l'affetto che i telespettatori le stanno dimostrando in questa nuova prestigiosa sfida. I suoi modelli? Cristina Parodi ed Elena Guarnieri. Non rinnega i suoi trascorsi televisivi la Triani, anzi li ricorda con affetto, a patto però che si faccia riferimento al suo amato pigmalione Gerry Scotti, e non alle sue ex colleghe letterine.
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Come è maturata questa importante svolta professionale?
Una svolta umana, forse, prima ancora che professionale...
“Sì, dici bene, un importante cambiamento di rotta. Sono una persona a cui piace mettersi costantemente in gioco, misurarsi con nuove sfide e il mondo del giornalismo mi affascina enormemente. D'altra parte finché si hanno vent'anni basta sorridere in camera e sgambettare, ma poi l'età ti impone scelte più mature e consapevoli”.
Un volto del piccolo schermo che si dà all'informazione. Hai avvertito nei tuoi confronti una qualche forma di pregiudizio da parte del mondo giornalistico?
“Ovviamente sì, sarebbe sciocco da parte mia negarlo. Una sorta di sentimento di prevenzione che ho superato, convincendo anche i colleghi più scettici, con la mia umiltà, il mio desiderio d'imparare, il mio propormi sempre in punta di piedi”.
Emozionata il tuo primo giorno di conduzione a “Studio Aperto”?
“Sì, emozionatissima. Fortunatamente sono già abituata alla diretta, ma certo la conduzione di un tg è assai più impegnativa e difficile da gestire rispetto a quella di uno show televisivo. A “Studio Aperto”, ho trovato un gruppo di lavoro straordinario che ha saputo sostenermi e rassicurarmi sin dal mio arrivo.
La notizia con cui sogni di aprire il tg?
“Beh, di questi tempi, non posso che risponderti la fine della crisi economica globale. Passando, invece, ad un argomento più leggero, sicuramente il primo incontro tra uomini ed extraterrestri. Sono sempre stata affascinata dai misteri e dalle tematiche paranormali”.
C'è un modello di mezzobusto a cui ti ispiri?
“Ce ne sarebbero parecchi. Apprezzo l'eleganza, l'innata classe di Cristina Parodi, così come il piglio deciso della bellissima Elena Guarnieri. Tra gli uomini, il mio collega Angelo Santoro che presenta le notizie in modo dinamico, sintetico e sempre accattivante. Naturalmente, cerco di essere semplicemente me stessa e di proporre uno stile di conduzione il più possibile originale”.
Il tuo pigmalione televisivo Gerry Scotti come ha preso la tua decisione di diventare giornalista?
“Gerry mi ha incoraggiato ed è molto orgoglioso di me. Il mio cammino televisivo è stato lungamente al suo fianco e sono fiera di aver lavorato con un professionista del suo calibro, con un uomo genuino, verace e dalla disarmante umanità”.
Che ricordo conservi della tua esperienza da letterina a “Passaparola”?
“Una bellissima esperienza che mi ha portato tanta fortuna. Sono una persona che non rinnega il proprio passato e sono felice, a quell'età, di aver fatto la letterina. Peccato che i rapporti con le mie colleghe di allora non fossero dei migliori. Diciamo pure che io ero un po' quella più odiata e ne ho ricevuti di “sgambetti”, ma a quell'età si sa la voglia di emergere è tanta e io mi sono sempre mostrata superiore a questi screzi. Una piccola soddisfazione, però, me la presi, visto che, nonostante tutto, fui l'unica riconfermata per l'edizione successiva”.
Mai pensato, in passato, di partecipare ad un reality?
“Mi fu proposto di partecipare a “L'Isola dei famosi”, sia la prima che la seconda edizione, ma ho sempre rifiutato. Il genere reality non fa certo per me, in televisione amo vedere ben altro. Adoro i documentari storici e i programmi di approfondimento su quelle tematiche che, come ti dicevo, m'hanno sempre appassionato: penso a “Mistero”, ad esempio, o a “Top secret”. La televisione, come un libro, è utile solo se sa insegnarti qualcosa e non mi sembra questo sia il caso dei reality”.
Luigi Miliucci



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