Colin Farrell: "Volevo fare il calciatore"
"È vero, volevo fare il calciatore, mio padre era un professionista. Ho giocato a calcio fino a sedici anni e poi per caso ho cominciato a seguire dei corsi di recitazione a Dublino e ho scoperto un mestiere che mi appassionava di più del pallone". Lo ha dichiarato Colin Farrell in un'intervista al settimanale Grazia, in edicola martedì 11 novembre.
![]() Colin Farrel (foto Emmevi) |
Anche se, ammette l’attore: "Lungo i dieci anni della mia carriera cinematografica ho avuto molte battute d’arresto e spesso mi sono chiesto se valeva la pena di continuare a recitare. Dopo che il film Alexander di Oliver Stone non ha avuto i risultati che ci aspettavamo e anche la mia interpretazione non è stata molto apprezzata ci sono rimasto malissimo e sono entrato in crisi con il mio mestiere. Fortunatamente mi sono rimesso in piedi e mi è tornata quella voglia e quella curiosità che avevo provato da ragazzo dopo la mia prima lezione di recitazione".
Colin Farrell, attualmente al cinema nelle vesti di un poliziotto nel film "Pride and Glory", racconta: "Non so bene per quali motivi, ma mi sono trovato più volte a indossare la divisa da poliziotto e a maneggiare molte armi, ma nella vita non lo farei mai. Perché è molto difficile rimanere nella legalità, anche per chi la legalità deve farla rispettare, in una città come New York. È facile giudicare male il poliziotto che interpreto in Pride and Glory perché è un uomo cinico e corrotto, ma paradossalmente è un marito e un padre esemplare. Questo per dire che un personaggio, come qualsiasi essere umano, non è mai tutto positivo o negativo. Io rispetto un codice d'onore molto semplice, che si basa sul rispetto delle persone".



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