Gran Torino trionfa, mentre i film con i sex symbol fanno fiasco
di Luca De Franco
Il 79enne Clint Eastwood trionfa con il dramma 'Gran Torino', mentre i film con i sex symbol incassano cifre ridicole. E' questo il verdetto del botteghino. Agli italiani, non interessa più guardare pellicole la cui unica attrattiva è costituita dall'aspetto dei protagonisti. 'Il caso dell'infedele Klara', ad esempio, con Laura Chiatti e Claudio Santamaria, debutta incassando meno di 500mila euro. 'Iago' con la Chiatti e Nicolas Vaporidis, dopo un mese di proiezioni, non ha ancora raggiunto i due milioni di euro. Nonostante la scena in cui Riccardo Scamarcio si mostra nudo, 'Verso l'Eden' è stato un disastro economico.
Cos'ha in più 'Gran Torino' rispetto ai film italiani? Una buona sceneggiatura. 'Gran Torino' parla dei problemi d'integrazione delle minoranze negli Stati Uniti e del razzismo degli americani di razza bianca. Clint Eastwood interpreta un operaio in pensione (Walt Kowalski), che odia gli asiatici, ma si trova a difenderli dai teppisti (che odia ancora di più). Alla fine del film, Kowalski è diventato tanto amico degli asiatici, da lasciare in eredità a uno di loro (il giovane Tao) la sua preziosa automobile, modello Gran Torino. Walt pone alcune condizioni: Tao non deve dipingere la macchina come fanno i 'finocchi, i messicani, i bianchi stupidi e senza palle'... Insomma, Kowalski ha imparato ad apprezzare gli orientali, ma è sempre razzista nei confronti di altre minoranze e dei cretini. Dialoghi ben strutturati e un grande attore sono indispensabili per incassare grosse cifre, in Italia come all'estero. Infatti, Gran Torino ha raccolto 219 milioni di dollari su scala planetaria.
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