Nelle sale il film su Claudio Baglioni. Il regista Riccardo Donna ne parla con Affari

Martedì, 10 febbraio 2009 - 11:40:00

di Oriana Maerini

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"Questo piccolo grande amore" è il film d'amore che ogni fidanzato dovrebbe regalare alla sua amata il giorno di San Valentino - Carlo Rossella, presidente di Medusa, co-produttore e distributore del film lancia lo spot ai giornalisti e si lecca i baffi pregustando già il successo annunciato di una commedia romantica tratta dall'album di Claudio Baglioni che include la celeberrima (secondo un sondaggio sarebbe per gli italiani la canzone del secolo) ed omonima canzone.I protagonisti sono Emanuele Bosi (23 anni) e Mary Petruoso (19), che indossa la famosa 'maglietta fina' della canzone.

Per capirne di più Affari Italiani ha intervistato Riccardo Donna (regista di fiction televisive fra cui "Un medico in famiglia") ed Ivan Cotroneo, (sceneggiatore di serial Tv fra cui "Tutti pazzi per amore") rispettivamente regista e co-sceneggiatore (insieme a Baglioni) della pellicola che, uscendo nelle sale l'11 febbraio in 500 copie, coprirà a tappeto tutto il territorio nazionale. Il film è l'elemento scatenante di  "QPGA 2008 opera pop" un progetto faroinico che, partendo dalla sua canzone icona, sviluppa quattro moduli diversi: un film, un libro, un album, ed un concerto.


I protagonisti del film
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Questo film si può considerare l'"Across the river" italiano?
Ivan Cotroneo: "No, quello era un musical vero e proprio dove i personaggi cantavano le canzoni dei Beatles. Noi, invece, abbiamo creato un film che riproduce fedelmente l'arco narrativo dell'album di Baglioni. Racconta l'incontro di due giovani e la parabola del loro amore fino alla fine, così come l'ha vissuta lui in prima persona. Per la prima volta nel cinema italiano i testi delle canzoni e il percorso raccontato di un disco sono stati alla base sceneggiatura così come in genere si fa adattando un libro o un racconto."

Riccardo Donna:  "QPGA non vuole essere un musical, ma un film che ricostruisce fedelmente la storia d'amore di Claudio. Abbiamo girato negli stessi luoghi dove ha vissuto e che descrive nelle canzoni. Lui mi ha dato delle indicazioni preziose: tutto, dalle battute del film all'ambientazione, ha dei punti di contatto con la sua vita. Avrei voluto girare nella sua vera casa a Centocelle ma poi ho scelto un'abitazione diversa sempre in quel quartiere di Roma."

Anche il finale è stato rispettato.
Ivan Cotroneo: "Il finale è struggente e rientra nella tradizione delle grandi storie d'amore da Romeo e Giulietta in poi. I protagonisti si portano dentro il ricordo del primo amore; di qualcosa che non ritornerà più. La storia si conclude con la loro separazione ma è una riapertura alla vita  e li lascia in grado di amare per la prima volta. Questo era il finale già concepito nell'album di Baglioni che si chiude con una canzone di separazione."

 


Riccardo Donna

Che effetto vi ha fatto collaborare con Claudio Baglioni?
Riccardo Donna: "La collaborazione è stata buona ed è stato piacevole lavorare con lui. Mi è stato accanto nel corso della lavorazione e mi ha aiutato ad essere fedele ai suoi ricordi, alla sua vita. Anni fa avevo diretto le riprese di un suo concerto e quindi lui si è affidato completamente a me e non è quasi mai venuto sul set. Ha visto il film finito ed il risultato gli è piaciuto molto. Del resto lui ha firmato la sceneggiatura ed ha scritto le musiche. Claudio ha lavorato in edizione con me su tutte le film come qualsiasi musicista e si è riconosciuto pienamente nel personaggio del film."
Ivan Cotroneo: "C'è stato un momento particolarmente emozionante quando Claudio mi ha portato un cd con le base dei nuovi arrangiamenti delle canzoni ed ha cantato per me. Non mi sarei mai aspettato di poter avere l'onore di un concerto privato con Baglioni."


Riccardo Donna

Baglioni aveva promesso un film sociale sugli anni 70 invece il risultato è solo un film d'amore.
Riccardo Donna: "Il film parte contestualizzato anche se ho raccontato il 71 non com'era in realtà ma filtrato attraverso i miei ricordi. Credo che la storia d'amore sia talmente forte che copra il fatto che è un film d'epoca. Il contesto sociale sparisce dietro la forza della loro passione: questa storia vale sia per l'800 che per il 2010."
Ivan Cotroneo: "La sceneggiatura e le battute riportano al contesto sociale che Claudio descrive  nei suoi testi: dai luoghi della sua Roma al racconto del suo servizio militare. Le sue canzoni sono l'io narrante del film che rappresenta solo un punto di vista maschile. La cosa più difficile della sceneggiatura è stato costruire il personaggio femminile che ho inventato partendo dal disegno della copertina del disco e la descrizione della prima canzone (la maglietta scollata, una faccia pulita)."

Come avete scelto la famosa "maglietta fina" che è entrata nell'immaginario erotico degli italiani?
Riccardo Donna: "Insieme alla costumista abbiamo fatto un piccolo sondaggio. Il risultato è stato che doveva essere bianca e sottile, stile vedo non vedo."

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