Tutto su Liz Taylor, il tributo di Affaritaliani.it

Mercoledì, 23 marzo 2011 - 14:12:00

L'attrice americana Elisabeth Taylor, leggenda di Hollywood famosa per i suoi occhi blu e per i suoi otto matrimoni, tra cui quello con il celebre attore Richard Burton, si e' spenta oggi a 79 anni. L'attrice, due volte vincitrice di Oscar, era stata ricoverata due mesi fa al Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles per problemi cardiaci.


LE IMMAGINI
Elizabeth Rosemond Taylor, nota come Liz Taylor, DBE (Hampstead, 27 febbraio 1932 – 23 marzo 2011), è stata un'attrice inglese, considerata l'ultima grande diva dell'era d'oro di Hollywood per le sue doti recitative e la singolare avvenenza. Le origini e gli inizi della carriera Elizabeth Taylor nasce ad Hampstead, Londra, seconda figlia di Francis Lenn Taylor (28 dicembre 1897 - 20 novembre 1968) e Sara Viola Warmbrodt (21 agosto 1895 - 11 settembre 1994), due statunitensi residenti in Gran Bretagna. Suo fratello maggiore è Howard Taylor (nato nel 1929), e alla figlia viene data la nazionalità statunitense. Entrambi i genitori erano originari di Arkansas City, nel Kansas. Suo padre era un commerciante di arte e sua madre una ex-attrice famosa col nome d'arte di Sara Sothern, ritiratasi dalle scene quando si sposò nel 1926 a New York. Anche se molto spesso ci si riferisce a lei come Liz, ha sempre dichiarato di preferire il suo nome proprio per esteso; i suoi nomi di battesimo sono stati scelti in onore alla nonna paterna, Elizabeth Taylor, nata Elizabeth Mary Rosemond.


LE IMMAGINI
All'età di 3 anni Elizabeth inizia a prendere lezioni di danza. Dopo l'entrata in guerra del Regno Unito i suoi genitori scelsero di tornare negli Stati Uniti per evitare le ostilità. Elizabeth ed il fratello tornarono immediatamente con la madre, mentre il padre le raggiunse poco tempo dopo per finire di sistemare gli affari a Londra. La famiglia si trasferì a Los Angeles, dove viveva al momento la famiglia di Sara, i Warmbrodts. All'età di nove anni, la Taylor appare nel suo primo film, There's One Born Every Minute (1942), prodotto dagli Universal Studios. Scaduto il contratto con la Universal, che comprendeva solo questa pellicola, Elizabeth viene ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove il suo primo lavoro è Torna a casa Lassie! (1943), che la porta all'attenzione del pubblico.

Dopo un altro paio di pellicole, una delle quali "in prestito" alla 20th Century Fox, appare nel suo primo film come protagonista, interpretando Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo per vincere l'Aintree Grand National, nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4.000.000$ al botteghino, e le fa guadagnare lo status di "bambina-prodigio". Il successo di pubblico e le ottime critiche spingono la casa di produzione a proporle un lauto contratto a lungo termine. Frequenta la scuola direttamente negli studi della Metro-Goldwyn-Mayer, e successivamente si diploma alla University High School di Los Angeles il 26 gennaio 1950, lo stesso anno in cui, diciottenne, si sposa per la prima volta.


[modifica] Il successoNel 1951 è impegnata contemporaneamente nel film Un posto al sole (A Place in the Sun) e nel kolossal Quo vadis? (apparizione non accreditata).

La Taylor ottiene tre nomination all'Oscar consecutive per L'albero della vita (1957) di Edward Dmytryk, interpretato accanto a Montgomery Clift, La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks, in cui impersona una procace moglie insoddisfatta a causa dell'indifferenza del marito (interpretato da Paul Newman), e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) di Joseph L. Mankiewicz, con Clift, Katharine Hepburn e Mercedes McCambridge.


Elizabeth Taylor nel film CleopatraNel 1961 vince finalmente l'Oscar alla migliore attrice per la sua interpretazione in Venere in visone (1960) di Daniel Mann, che vedeva nel cast accanto alla Taylor il marito Eddie Fisher. Nel 1967 vincerà nuovamente la statuetta per Chi ha paura di Virginia Woolf? (1966) di Mike Nichols, accanto all'allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra (1963) .

Nel 1963 diventa la star cinematografica più pagata quando le viene offerto un contratto da 1.000.000$ per interpretare come protagonista il kolossal Cleopatra della 20th Century Fox. Durante la lavorazione di questa pellicola incontra per la prima volta, sul set il futuro marito Richard Burton, che interpreta Marco Antonio. I tabloid scandalistici cominciano a parlare di una storia d'amore nata sul set tra i due attori, all'epoca entrambi erano sposati.

Coinvolta in questa nuova relazione sentimentale, la Taylor lascia il marito Eddie Fisher per Burton, non molto tempo dopo che lo stesso Fisher aveva lasciato a sua volta in maniera simile la moglie Debbie Reynolds per sposare Elizabeth Taylor. Anni dopo, Burton avrebbe ironicamente definito tutto l'affare come "la scandale". L'episodio, che consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale, lanciò incredibilmente la carriera di Debbie Reynolds, cui vennero offerti numerosi ruoli romantici come tipica "fidanzatina" americana bionda, e portò Burton nell'Olimpo delle stelle di Hollywood. Solo Fisher non ottenne in realtà alcun vantaggio da tutto lo scandalo e dalla pubblicità gratuita che ne scaturì.

I FILM

Filmografia[modifica] CinemaThere's One Born Every Minute, regia di Harold Young (1942)
Torna a casa Lassie! (Lassie Come Home), regia di Fred M. Wilcox (1943)
La porta proibita (Jane Eyre), regia di Robert Stevenson (1943) - Non accreditata
Le bianche scogliere di Dover (The White Cliffs of Dover), regia di Clarence Brown (1944) - Non accreditata
Gran Premio (National Velvet), regia di Clarence Brown (1944)
Il coraggio di Lassie (Courage of Lassie), regia di Fred M. Wilcox (1946)
Vita col padre (Life with Father), regia di Michael Curtiz (1947)
Cinzia (Cynthia), regia di Robert Z. Leonard (1947)
Così sono le donne (A Date with Judy), regia di Richard Thorpe (1948)
La bella imprudente (Julia Misbehaves), regia di Jack Conway (1948)
Piccole donne (Little Women), regia di Mervyn LeRoy (1949)
Alto tradimento (Conspirator), regia di Victor Saville (1949)
La sbornia di David (The Big Hangover) (1950), regia di Norman Krasna
Il padre della sposa (Father of the Bride), regia di Vincente Minnelli (1950)
Papà diventa nonno (Father's Little Dividend), regia di Vincente Minnelli (1951)
Un posto al sole (A Place in the Sun), regia di George Stevens (1951)
Quo vadis? (Quo Vadis), regia di Mervyn LeRoy (1951) - Non accreditata
Callaway Went Thataway, regia di Melvin Frank e Norman Panama (1951) ... Se stessa - Non accreditata
Marito per forza (Love Is Better Than Ever), regia di Stanley Donen (1952)
Ivanhoe (Ivanhoe), regia di Richard Thorpe (1952)
Vita inquieta (The Girl Who Had Everything), regia di Richard Thorpe (1953)
Rapsodia (Rhapsody), regia di Charles Vidor (1954)
La pista degli elefanti (Elephant Walk), regia di William Dieterle (1954)
Lord Brummell (Beau Brummell), regia di Curtis Bernhardt (1954)
L'ultima volta che vidi Parigi (The Last Time I Saw Paris), regia di Richard Brooks (1954)
Il gigante (Giant), regia di George Stevens (1955)
L'albero della vita (Raintree County), regia di Edward Dmytryk (1957)
La gatta sul tetto che scotta (Cat on a Hot Tin Roof), regia di Richard Brooks (1958)
Improvvisamente l'estate scorsa (Suddenly, Last Summer), regia di Joseph L. Mankiewicz (1959)
Scent of Mystery, regia di Jack Cardiff (1960) - Non accreditata
Venere in visone (BUtterfield 8), regia di Daniel Mann (1960)
Cleopatra, regia di Joseph L. Mankiewicz (1963)
International Hotel (The V.I.P.s), regia di Anthony Asquith (1963)
Castelli di sabbia (The Sandpiper), regia di Vincent Minnelli (1965)
Chi ha paura di Virginia Woolf? (Who's Afraid of Virginia Woolf?), regia di Mike Nichols (1966)
La bisbetica domata (The Taming of the Shrew), regia di Franco Zeffirelli (1967)
Il dottor Faustus (Doctor Faustus), regia di Richard Burton e Nevill Coghill (1967)
Riflessi in un occhio d'oro (Reflections in a Golden Eye), regia di John Huston (1967)
I commedianti (The Comedians), regia di Peter Glenville (1967)
La scogliera dei desideri (Boom), regia di Joseph Losey (1968)
Cerimonia segreta (Secret Ceremony), regia di Joseph Losey (1968)
Anna dei mille giorni (Anne of the Thousand Days), regia di Charles Jarrott (1969) - Non accreditata
L'unico gioco in città (The Only Game in Town), regia di George Stevens (1970)
X, y & "Zi" (Zee and Co.), regia di Brian G. Hutton (1972)
Under Milk Wood (Under Milk Wood), regia di Andrew Sinclair (1972)
Una faccia di c... (Hammersmith Is Out), regia di Peter Ustinov (1972)
Ad un'ora della notte (Night Watch), regia di Brian G. Hutton (1973)
Mercoledì delle ceneri (Ash Wednesday), regia di Larry Peerce (1973)
Identikit, regia di Giuseppe Patroni Griffi (1974)
Il giardino della felicità (The Blue Bird), regia di George Cukor (1976)
Gigi (A Little Night Music), regia di Harold Prince (1977)
Rebus per un assassinio (Winter Kills), regia di William Richert (1979) - Non accreditata
Assassinio allo specchio (The Mirror Crack'd), regia di Guy Hamilton (1980)
Il giovane Toscanini, regia di Franco Zeffirelli (1988)
I Flintstones (The Flintstones), regia di Brian Levant (1994)

fonte: Wikipedia

 

 

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