Christian De Sica: "Se avessi fatto Ladri di biciclette, sarei un fallito"
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Al suo venticinquesimo cinepanettone, "Natale a Rio" della premiata ditta De Laurentiis-Neri Parenti, presentato oggi al St. Regis Hotel, Cristian De Sica ha voglia di fare bilanci: "Se venticinque anni fa avessi voluto fare 'Ladri di biciclette' come ci si aspettava da me figlio del grande Vittorio De Sica, oggi sarei un fallito. Non avrei mai potuto calcare quelle orme. Io ero affascinato da un mondo diverso da quello di mio padre, volevo fare il varietà e con quello ho iniziato". Al suo novantesimo film, all'età di 57 anni, Cristian De Sica deve tutto ai cinepanettoni, termine che tra l'altro è entrato ufficialmente nel vocabolario Zanichelli: "All'inizio, io figlio di Vittorio, mi dicevano sei un pazzo a fare un film dei Vanzina. Dovevo andare a lavorare con Vittorio Gassman, ma sentivo che mi sarei trovato meglio là. E grazie a quell'intuizione, a questi film ho potuto poi fare tanto, teatro, scrivere un libro, lavorare anche con altri registi, per film di genere diverso. Non ho sbagliato".
![]() Christian De Sica |
Quest'anno, in coppia nell'episodio con Massimo Ghini, cambia registro: "Un po' per l'età, un po' perchè gli sceneggiatori le avevano giocate già tutte le possibilita', ho smesso di fare il fedifrago, puttaniere, parolacciaio, palazzinaro, schifoso - racconta De Sica - e faccio il papà". In un gioco degli opposti tra il ricco analfabeta (De Sica) ed il colto professore di etica (Ghini): "L'intreccio diventa più articolato e complesso - racconta De
Sica - e certe scene solo con un attore completo come Ghini si potevano affrontare. In passato con attori solo comici non era possibile". Allusione o no a Massimo Boldi, i tormentoni delle scene sono tutti giocati sull'aulicità delle parole e sui loro malintesi da parte di De Sica: "Crasi per buzzicozza, che sta per buzzicona cozza - dice De Sica - Orbato, che interpreto come un calo della vista, toponomastica, ma sto topo che mastica?, rilutto, ma insomma cosa s'e' messo in testa io non rilutto, manco ho magnato un c...".
Cosa e' cambiato in questi venticinque anni di cinepanettoni? "Il film è cambiato com'è cambiato il paese, prima era più lento e ottimista, oggi più nevrotico e pessimista". Cosa vorrebbe dai prossimi cinepanettoni? "Una storia unica all'insegna del clan degli attori in cui credo molto. Un solo episodio mi va stretto".



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