Che Guevara fa fiasco al botteghino

Martedì, 14 aprile 2009 - 13:45:00

di Luca De Franco

Premiato al Festival di Cannes, ma snobbato dal pubblico statunitense, il film 'Che-l'argentino' ha suscitato reazioni contrastanti ovunque sia stato proiettato. Secondo gli estimatori di Che Guevara, il personaggio ritratto dal regista Steven Sodrbergh ed interpretato da Benicio Del Toro è troppo mite per essere un autentico guerrillero (come fu il comandante Guevara). Ai 300 milioni di americani che odiano la rivoluzione cubana, non interessa quanto sia realistico il film: per loro Che Guevara era un nemico assetato di sangue ed il ritratto che ne fa Soderbergh - quello di un uomo colto che si batte per un ideale di giustizia, che dice di essere spinto dall'amore verso l'umanità, che invoglia i contadini ad imparare a leggere e scrivere, che ordina la fucilazione del responsabile di uno stupro, che impone a un compagno d'armi di restituire l'auto rubata - è troppo generoso.

In Italia, si pensava che il film avrebbe sbancato il botteghino. In fondo, tutti amano Che Guevara: il suo volto è sulle magliette indossate dagli operai mentre scioperano, dagli studenti universitari e da tanti padri di famiglia. Invece, 'Che-l'argentino' si è piazzato al settimo posto nella classifica degli incassi, raccogliendo 585mila euro. Un buon risultato, ma inferiore alle attese. Considerata la popolarità di Che Guevara, il film avrebbe dovuto esordire al primo posto. Viene da pensare, quindi, che il mito di Che Guevara sia ancora vivo solo in una parte della popolazione: quella adulta. Probabilmente, gli adolescenti e i ventenni hanno solo una vaga idea di chi sia stato il medico argentino e dell'importanza che ha avuto nella storia delle Americhe. Quegli stessi giovani, invece, sanno tutto sui protagonisti del Grande Fratello. Ai loro occhi, stare qualche mese in uno studio televisivo a dire scemenze è un'impresa degna di essere applaudita. Lo dimostrano le ovazioni tributate ai concorrenti quando escono dalla casa del GF. Quei telespettatori non sanno che le grandi imprese sono altre: la scalata del K2, la traversata dell'Atlantico in barca a vela o la rivoluzione cubana. Combattere per anni sulle montagne contro un nemico più numeroso e meglio armato, come fece Ernesto Guevara, è una grande impresa, che rende immortale chi la compie. Per questo, tra mille anni si parlerà ancora di lui.

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