Rai nel caos/ Il Cda boccia la pubblicazione dei compensi nei titoli di coda. E i consiglieri Petroni e Bianchi Clerici non partecipano alle riunioni...
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Il Cda Rai ha rigettato, senza neanche votarla, la proposta del ministero dello Sviluppo economico di inserire nel testo del Contratto di servizio un emendamento che prevedeva di indicare nei titoli di coda dei programmi Rai i compensi di conduttori, ospiti, opinionisti e dei format dei programmi. Lo riferisce Primaonline.
Intanto la bufera in Rai è di casa. Nei giorni scorsi la polemica sulle "targhe alterne" per i conduttori dei talk show politici. Ora l'indiscrezione secondo cui il Cda della tv di Stato sarebbe paralizzato, e il centro-destra non avrebbe più la maggioranza. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani.it, infatti, i due consiglieri Angelo Maria Petroni (quota Pdl) e Giovanna Bianchi Clerici (quota Lega), avrebbero deciso di non partecipare più alle riunioni del Cda per protesta con il Governo (oppure di partecipare, ma astenendosi), che nel decreto Milleproroghe non ha inserito un provvedimento che avrebbe evitato ai due consiglieri di pagare una pesante multa.
Ma di che multa si tratta? I componenti del precedente Cda Rai (del quale facevano parte sia Petroni sia la Bianchi Clerici) erano stati multato per una cifra pari a un milione e ottocento mila euro a testa (oltre a non poter vendere neanche una bicicletta a causa del "blocco" subito dalla magistratura contabile), per aver nominato Direttore Generale della Rai l'ineleggibile Alfredo Meocci (che restò in carica dal 5 agosto 2005 al 20 giugno 2006). Meocci, infatti, era stato in precedenza (dal 1998 al 2005), un componente della Authority per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom), sotto la cui sorveglianza è appunto la Rai. Peccato che per la legge 481 del 14 novembre 1995, Meocci fosse ineleggibile. E infatti venne rimosso, e il Cda di allora multato.
E torniamo ad Angelo Maria Petroni e Giovanna Bianchi Clerici. I due consiglieri non si sentono responsabili per la nomina di Meocci in quanto, si sa, questa viene "imposta" dal ministero del Tesoro. E avrebbero voluto che il Governo, attraverso un "codicillo", eliminasse la "natura pubblica" della tv di Stato, che ormai da anni è una Spa. In questo modo, la Corte dei Conti non avrebbe più competenza su Viale Mazzini e i consiglieri non sarebbero costretti a pagare.
Sta di fatto che se davvero Petroni e la Bianchi Clerici non prenderanno più parte alle riunioni, la maggioranza del centro destra nel Cda non esiste più. Cioè non esiste più il Cda. Cioè paralisi. Altro che "targhe alterne"...



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