La serie televisiva su Bruce Lee? Racconta un oceano di stupidaggini...
di Luca De Franco
La serie televisiva 'La leggenda di Bruce Lee', proposta da Rai 4 ogni sabato, alle 21.15, è stata pubblicizzata come fosse l'evento televisivo dell'anno. Prodotta nel 2008 da CCTV, la televisione di stato cinese, ha come protatagonista Kwok Kwan Chan. Secondo gli ideatori della campagna pubblicitaria, la fiction racconta fedelmente le vicende che hanno portato il 'Piccolo Drago' a diventare un mito delle arti marziali, una stella del cinema e un'icona degli anni 70. Chi conosce la storia di Bruce Lee, però, ha smesso di guardare il telefilm dopo le prime puntate (ne sono state prodotte trenta) perchè racconta un oceano di stupidaggini. Sembra che ogni episodio debba superare il precedente in quanto a idiozia. Un esempio: Bruce Lee avrebbe sventato una rapina in banca usando il nunchaku per mettere ko i banditi e poi avrebbe ricevuto i complimenti da un alto funzionario della polizia di Seattle (città della costa occidentale Usa, in cui Lee ha vissuto per molti anni). Premettendo che il nunchaku è il bastone snodato usato dai contadini cinesi per battere il riso e che nessuno si sognerebbe di portarselo in tasca come fosse un coltello, bisogna tenere presente che Bruce Lee non era tanto stupido da affrontare degli uomini armati di pistole e fucili con un oggetto formato da due bastoni di media lunghezza legati da una cordicella. Pensare che lo abbia fatto, è un insulto alla sua intelligenza ed anche a quella dei telespettatori. Nella serie, però, sono citati degli episodi che solo chi è a contatto con le persone che hanno conosciuto Bruce Lee può confermare o smentire. Per questo, Affari Italiani ha intervistato - in esclusiva - Roberto Bonomelli, 42 anni, da 30 praticante di arti marziali, nonchè allievo di Dan Inosanto (uno dei tre uomini diplomati 'istruttori di jeet kune do' da Bruce Lee, inventore di quel metodo di autodifesa). Bonomelli, infatti, è considerato nella comunità delle arti marziali americana 'discepolo di terza generazione' di Bruce Lee.
![]() Il leggendario Dan Inosanto e Roberto Bonomelli |
Nella fiction si parla dei tornei di arti marziali vinti da Bruce Lee, in California. Eppure, non ci sono riscontri in nessun libro o rivista americana. Come mai?
"Perchè Bruce non ha mai partecipato ad alcun torneo. Se davvero avesse vinto tornei ripresi dalle reti televisive, quelle immagini ci sarebbero state proposte innumerevoli volte nel corso degli anni. Dan Inosanto, che era anche amico fraterno di Lee, mi disse che Bruce considerava poco credibili i tornei perchè imponevano troppe regole ai partecipanti e lui amava l'idea del combattimento totale. Infatti, il 'Piccolo Drago' era inviso alla comunità delle arti marziali perchè sosteneva che per diventare un combattente completo bisogna impararne molte e prendere da ciascuna di esse le tecniche più efficaci. Questo è il cardine della filosofia del jeet kune do: 'Prendi tutto ciò che è utile e rigetta l'inutile'. Il jeet kune do, infatti, è un metodo in continua evoluzione. Se Bruce fosse vivo e scoprisse una tecnica di autodifesa efficace, la imparerebbe e poi la inserirebbe nel suo metodo."
Ma è vero che Bruce Lee combatteva contro maestri di altre arti marziali nel parco di Seattle?
"Assolutamente no. Ha solo affrontato un giapponese, cintura nera di karate, sconfiggendolo. E' vero che ha sostenuto dei combattimenti clandestini a Hong Kong, sul tetto di un edificio (per non avere testimoni). L'arbitro era il maestro Wong Shun Leung, che ho conosciuto nei primi anni novanta. Mi raccontò che Bruce Lee veniva sfidato dai maestri cinesi per le sue idee innovative (da loro considerate eretiche): negli anni sessanta, a Hong Kong, ogni maestro pensava che la sua arte marziale fosse la migliore e proibiva ai suoi allievi di imparare le altre. Inoltre, era vietato insegnare il kung fu agli stranieri. Bruce Lee era contrario a questa mentalità ristretta, lo diceva apertamente e gli altri lo sfidavano per dagli una lezione (che non ha voluto imparare). Se oggi le arti marziali sono popolari negli Stati Uniti è merito di Bruce Lee e degli altri uomini che sono andati contro gli schemi."
![]() Bruce Lee (a sinistra) e Chuck Norris GUARDA LA GALLERY |
Anche il grave infortunio alla schiena che lo costrinse sulla sedia a rotelle è inventato?
"No, ma si fece male sollevando pesi e non durante un combattimento come raccontano sia la serie televisiva che il film 'Dragon' del 1993."
Ma quanto valeva Bruce Lee come combattente?
"Se lo chiese anche la rivista americana Sports Illustated, negli anni sessanta, quando scoprì che i tre più grandi campioni di karate dell'epoca si allenavano con lui. Se Mike Stone, Joe Lewis e Chuck Norris, che pur avevano i loro maestri, si rivolgevano a Bruce, significa che quest'ultimo aveva delle tecniche innovative da insegnare. Tutti quelli che lo hanno conosciuto, affermano che Bruce Lee era molto rapido, preciso nel colpire, coraggioso ed avrebbe vinto il titolo nella propria categoria di peso, se avesse partecipato ad un campionato del mondo."
![]() La stella di Bruce Lee sulla Walk of Fame |



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