"Baciami ancora", Muccino lancia il kolossal all'italiana. Ma il vulcano di sentimenti è esagerato. E alla fine stanca
| SPECIALE MUCCINO
|
di Antonio Prudenzano 
La locandina
Abbiamo visto in anteprima "Baciami ancora", l'attesissimo ritorno alla regia dell'americano Gabriele Muccino (nelle sale italiane dal 29 gennaio), che torna a raccontare, dieci anni dopo, i personaggi del film cult "L'ultimo bacio".
E dopo quasi due ore e mezzo di torrenziale valanga di emozioni ne siamo usciti stravolti. No, non è la nausea da occhialini 3D di "Avatar", ma anche in questo caso si può, anzi si deve, parlare di kolossal.
Niente alieni blu alla Cameron, però, nè fantascientifiche trovate tecnologiche. Muccino si è infatti inventato il kolossal (dei sentimenti) all'italiana. Una valanga emozionale che non ha bisogno di effetti speciali, ma il cui impatto ha la stessa forza cinematografica del film campione d'incassi in tutto il mondo. Anche qualcosa in più, purtroppo...
Quella di "Baciami ancora" è una colata lavica che non può non catturarti, ma che a certo punto finisce per darti la nausea. Troppa empatia può fare male, non solo al cinema. Così, dopo 2 ore e 19 minuti, mentre scorrono i titoli di cosa e finalmente ascolti Jovanotti cantare il brano che dà il titolo al film, ti senti come alla fine di certi matrimoni del Sud, strapieno e svuotato allo stesso tempo. Quasi impossibile riprendersi, a quel punto.
|
|
Se solo si fosse fermato un po' prima, in questa sua operazione cinematografico-emotiva fantasmagorica (PER I PARTICOLARI SULLA TRAMA VEDI IL BOX A DESTRA, ndr), Muccino avrebbe 'salvato' un film che, in fondo, sulla carta è molto più riuscito del suo predecessore di dieci anni prima. Un cast stellare (Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pasotti, Marco Cocci, Sabrina Impacciatore, Daniela Piazza, Primo Reggiani, Francesca Valtorta, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi), dove tutti gli attori sono al loro meglio (Favino e la Puccini su tutti) non basta. In "Baciami ancora" c'è tutto. Ma c'è anche troppo però...
IL TRAILER
Muccino ha appena dichiarato: "La parola che usano più su di me nei giornali è che io sono furbo, una parola che in America invece vuol dire avere talento. Se io sono furbo James Cameron di Avatar è il furbo dei furbi". Che invidia.



Commenti
Da Instagram alla Polaroid
E' italiana la vera socialcamera
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



































