ESCLUSIVA/ L'attualissimo "Pilu" di Cetto non piacerà a Berlusconi...

Venerdì, 21 gennaio 2011 - 10:00:00

LO SPECIALE

In attesa dell'arrivo del film nelle sale (dal 21 gennaio), su YouTube e sui social network (Facebook compreso) "Qualunquemente (Onda Calabra)", la canzone di Cetto La Qualunque, è diventata un tormentone... GUARDA IL VIDEO

 

Grande successo per i gazebo nelle piazze... Ecco il sito del "partito du pilu" che ha lanciato l'iniziativa...

 

IL SONDAGGIO

CHECCO ZALONE O CETTO LA QUALUNQUE: TRA I DUE COMICI "POLITICAMENTE SCORRETTI" CHI TI FA RIDERE DI PIU'? VOTA QUI

Successo annunciato per la creatura di Antonio Albanese,  che con Guido Manfredonia, ha portato al cinema il terribile politico calabrese Cetto La Qualunque in Qualunquemente( trailer). Se il successo della pellicola era stato sancito venerdì mattina, diverse ore prima dell’uscita ufficiale al cinema, dalle innumerevoli ricerche su google per lo streaming del film, a diverse ore dal debutto in sala è il box office che sancisce per davvero  il successo del film. A poche ore dall’uscita del film i primi dati su gli incassi sanciscono una grandissima vittoria al botteghino per Qualunquemente, che in poco più di 400 sale avrebbe incassato 648mila euro, cifra parziale perché all’appello mancherebbero ancora un quarto delle sale in cui il film è stato distribuito.

Il risultato assolutamente positivo degli incassi assieme ai dati dello streaming, lascia presagire un testa a testa fra le comicità tutte meridionali di Checco Zalone in Che Bella giornata,trailer youtube nel link, e di Antonio Albanese con il suo politico calabrese in lotta con la legalità dilagante nel suo paese. Un periodo sicuramente fortunato per il cinema italiano che vede moltissime pellicole di valore tra i film in uscita nelle sale in queste settimane, per vederne i trailer vi consiglio di visitare la sezione film trailer dove assieme ai trailer dei film italiani sono disponibili moltissimi filmati youtube di tutti le prossime uscite.

La forza politica di Cetto Laqualunque, al centro del film Qualunquemente la cui uscita è prevista per domani in tutte le sale, vale addirittura un 9% potenziale, secondo le rilevazioni dell’istituto Lorien Pubblic Affairs. Il tutto suddiviso in un 2,3% di elettori sicuri del proprio voto, più un altro 6-7% che “molto probabilmente” lo voterebbe.

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Angioletto

Non farà piacere a Silvio Berlusconi vedere "Qualunquemente", il film del regista Giulio Manfredonia (in uscita venerdì nelle sale) nel quale uno straordinario Antonio Albanese interpreta il ruolo di Cetto La Qualunque, il politico del famoso "u Pilu", quello cioè che: "I Have no dream, ma mi piace u pilu".


LE IMMAGINI

Diciamo subito che il film - che abbiamo visto in anteprima , prodotto dalla Fandango di Domenico Procacci ma coprodotto da Rai Cinema, finanziato da Bnl e realizzato sfruttando la legge sul credito d'imposta  è davvero divertente e istruttivo. Come si dice, fa pensare. Sembrerebbe un film comico ma in realtà non lo è.Fa ridere, ma anche piangere. Perché il protagonista, surreale e sopra le righe, assomiglia troppo a certi politici di oggi. E perché nel film riecheggiano molte vicende dell'attualità e riferimenti riconoscibili nella cronaca quotidiana (stamattina, a questo proposito, Albanese ha dichiarato: "Il mio Cetto la qualunque oggi? È solo un moderato. Quando l'ho scritto tre anni fa poteva essere diverso ma oggi è così... Il caso Ruby? Certo sembra fatto apposta, ma è anche vero che se il film fosse uscito sei mesi fa o due anni fa non sarebbe stato diverso"). Sin dalla storia si legge in filigrana l'attualità politica: un imprenditore calabrese corrotto, depravato e ignorante, che disprezza la natura e la democrazia e ama le donne - di cui promette ai suoi sostenitori grande abbondanza -, tornato in Italia dopo una lunga latitanza all'estero viene informato dai vecchi amici, guidati dal fido braccio destro Pino, che le sue proprietà sono minacciate da un'inarrestabile ondata di legalità che sta invadendo la loro cittadina.  Le imminenti elezioni potrebbero avere come esito la nomina a sindaco di Giovanni De Santis, un "pericoloso" paladino dei diritti. Così Cetto, dopo una lunga e tormentata riflessione con i suoi amici e in compagnia di simpatiche ragazze, non ha dubbi e decide di "salire in politica" per difendere la sua città. La campagna elettorale può così cominciare, al grido di "più pilu e più cemento armato".

Da qui una serie di trovate e gag, grottesche e paradossali ma sempre su uno sfondo di ironico realismo, da parte di un uomo surreale e sopra le righe, ignorante e che si definisce anarchico,che non si riconosce in alcun modo nella legge e ha rovesciato l'etica e il diritto trasformando con arroganza e grossolanità i suoi desideri inconfessabili e i privilegi in principi  da sbandierare nei comizi e da indicare agli elettori come una sorta di delirante programma elettorale. Uomo greve e maschilista, Cetto piscia e si tocca sempre in pubblico, scherza sui disabili e sugli immigrati, non disdegna l' harem dove è attorniato e sbaciucchiato da giovani escort adoranti, tra trucchi e raggiri, smargiassate e trasherie (il regista Manfredonia ha descritto così la casa di Cetto: "E' un trionfo di cafoneria e opulenza che unisce vasche idromassaggio e busti di imperatori romani, piscine coperte e false statue egizie, enormi ritratti di Cetto in stile neoclassico e capitelli dorici..."), meeting strategici con "amici e parenti" e furbi, avidi e infedeli consulenti per la comunicazione e l'immagine (lo straordinario Sergio Rubini nel ruolo di Jerry), conduttori televisivi che dicono "Olè" (come Floris di Ballarò), ma parteggiano senza pudore per lui e alterano il dibattito in diretta tra i due candidati con smaccato favoritismo.

qualunquemente cetto la qualunque antonio albanese
Un'immagine dal film

Se si tratta di corna Cetto spiegherà che "in famiglia c'è dibattito". Le tasse? "Non pronunciare mai     questa parola in mia presenza". "Schierarsi a favore della legalità? Ma è legale questa cosa?", s'interroga Cetto nel suo calabrese ruvido. E annuncia al figlio Melo, riccioluto e un po' trota, in un empito pedagogico che è in realtà un'istigazione a delinquere: "Presto sarò sindaco e tu per legge vicesindaco". E gli spiega che in moto il casco non va bene: "Sembri un coglione". E al quale si motteggia: "La precedenza agli incroci? Se cominci a darla passi per ricchione". E poi via con gli slogan e le regalie clientelari: "Fate il pieno di democrazia con i buoni benzina". "Non sono le donne che devono entrare in politica, ma la politica che deve entrare nelle donne". E davanti a una splendida fanciulla in spiaggia: "Che bel corpo di assessore". E l'annuncio che verranno abolite le bollette della luce e del gas e il bollo auto a Marina di Sopra.

 "Qualunquemente" procede a gran ritmo mentre vari generi cinematografici si ibridano con naturalezza: si va dal western al gangster movie, passando per il cartoon, fino ad arrivare, naturalmente, alla commedia all'italiana. E non manca l'immaginario del fumetto: il costumista, Roberto Chiocchi, ne è l'artefice ("Ha caratterizzato i personaggi spingendoli all'estremo, penso alle madonne stampate sui giubbotti di Pino o alla bigiotteria e alle acconciature della moglie Carmen, riuscendo a farne esplodere la volgarità ma al contempo ad armonizzare il tutto e a dare ad ogni immagine uno stile, un'eleganza, insperata", ha spiegato il regista). Ma a parte i personaggi secondari, al centro del film, e non potrebbe essere altrimenti, c'è soprattutto Cetto, che per Albanese resta "un modo per raccontare tutto quello che non ci piace e per mettere in guardia su cosa potrebbe accadere. Cetto ci ha dato il grande privilegio di ridicolizzare comportamenti e modelli, che per molti saranno furbeschi e vincenti, ma per noi sono solo ignoranti e patetici. (...) Nella speranza che il mio personaggio diventi col tempo solo una macchietta e non uno specchio fedele dei nostri tempi".

E siamo alla conclusione del film, pirotecnica: grazie a brogli e manomissioni delle schede, Cetto viene eletto e promette la costruzione del mitico "Ponte sullo stretto". "D'u Pilu", naturalmente. "E se non bastasse lo Stretto, faremo anche un tunnel, perché" - e il film sembrerebbe chiudersi così -  "un buco mette sempre allegria". Sembrerebbe, perché in realtà partono i titoli di coda e, sullo sfondo, fuori campo, ricompaiono in riunione quegli stessi mafiosi che all'inizio avevano scelto e predestinato Cetto alla carriera politica. Il gruppo, in conclave, pensa a Cetto sfogliando per lui le fotografie di Palazzo Chigi e del Quirinale. Che, lo si intuisce, sarà verosimilmente il prossimo obiettivo di Cetto e dei suoi "amici e parenti".

IL TRAILER

(segue...)

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