Anni Zero, il bilancio di Affaritaliani.it: ecco la migliore musica del decennio

Lunedì, 28 dicembre 2009 - 11:43:00

Radiohead
I Radiohead

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Cosa resterà nelle nostre orecchie di questi anni Zero? Di quali suoni, rumori, canzoni o personaggi ci rimarrà il ricordo? Affari ha parlato con un po' di artisti, chiedendogli quale sia per loro l'album, italiano e straniero, che rappresenta meglio il decennio che si chiude.

I RADIOHEAD - Un decennio che si apre con le note in calare dell'organo elettrico di Everything in its right place, il brano dei Radiohead che tra bassi, percussioni elettriche e voce ipnotizzante di Thom Yorke, come Caronte traghetta definitivamente la musica internazionale nel terzo millennio.

I COLDPLAY - Nello stesso periodo salgono alla ribalta mondiale altri due gruppi destinati a far parlare di sé per gli anni a venire. I primi si sono formati a Londra nel 1999. Il loro primo disco si chiama Parachutes. I singoli "Yellow" e "Trouble", spaccano su Mtv. Si chiamano Coldplay e solo nove anni più tardi venderanno più di dieci milioni di copie del loro "Viva la Vida or Death and all his friends".

I MUSE - L'altro gruppo i Muse, viene dalla Teignmouth, un paesino del Regno Unito. Dopo aver esordito con l'album "Showbiz" nel 1998, conoscono il successo grazie a Origin of Simmetry, eclettico album pubblicato nel 2001 che unisce i powerchord della chitarra elettrica impazzita aincantevoli melodie ispirate a Mozart e Chopin.

"THE BANDS", METEORE E GRUPPI VIRTUALI - Ma i Duemila sono anche gli anni delle "The bands"; quei gruppi rock creati ad hoc davanti alle scrivanie dei manager discografici e identici tra loro: nome basato sulla formula "The+parola al plurale"; formazione basso, batteria, chitarra; frontman sexy e trasandato; componenti con la sigaretta costantemente in bocca; apparente repulsione per la tv e per i giornalisti. E poi ci sono, immancabili, le meteore. Rocker romantici come gli Stainds o rapper maledetti come Eminem. Negli anni Zero ha calcato il palco il primo gruppo virtuale, i Gorillaz, espressione fantastica dei delirii di quel genio di Damon Albarn. E poi le popstar, amate e odiate alla follia da un pubblico che vede sempre più scendere la sua età media, formato da dodicenni in lacrime sotto il palco, supergriffate e dotate di tutti i gadget del loro beniamino.

L'ERA DI INTERNET - Gli anni Zero sono stati anche questo. Sono stati gli anni del marketing operato su MySpace, di perfetti sconosciuti diventati star internazionali grazie alla rete. Sono stati, e saranno ricordati, come gli anni che uccisero il cd. La generazione zero li ha sbolognati in soffitta da un pezzo, è andata da Darty e si è comprata un iPod, ha stracciato la paghetta del nonno e si è fatta la Postepay per i micropagamenti su iTunes. Questa è la generazione zero. Infine, soprattutto in Italia, gli anni Zero sono quelli dei reality show. X Factor, Amici, Big Italian Talent, ecc.

TABULA RASA - Gli anni Zero sono questo, soprattutto. Sono gli anni dei sogni impossibili ma realizzati, sono gli anni di artisti diventati star e di stelle cadute nelle stalle, di sogni realizzati in 16 pollici e tragedie consumate in diretta sul web. Questi sono gli anni che hanno fatto tabula rasa, sconvolgendo, nel bene e/o nel male, la scena musicale mondiale, sconsacrandone miti, aizzandone le folle, estremizzandone le posizioni, azzerandone le convinzioni. Anni Zero, appunto.

di Francesco Oggiano

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