Alla mostra arriva la normalità dei gay. E' il giorno de "L'amore è basta"
di Antonio Prudenzano
Stefano Consiglio porta alle "Giornate degli Autori" alla Mostra del cinema di Venezia, un documentario di estrema attualità, "L’amore e basta". Consiglio ha girato l’Italia e l’Europa in lungo e in largo per incontrare e filmare nove coppie gay e lesbiche di età, estrazione sociale, economica, culturale e religiosa molto diverse tra loro. Un viaggio, come spiega lo stesso regista, “alla ricerca di similitudini e differenze, perché i rapporti umani sono per forza di cose influenzati dalla società in cui si sviluppano”. Il percorso inizia da Alessandro e Marco, due studenti universitari di Catania, e continua a Versailles con Nathalie e Valérie e la loro figlioletta Sasha. A Parigi vivono Catherine e Christine, due sessantenni che stanno insieme da vent’anni. Poi ci sono Lillo e Claudio che convivono a Sutri, un piccolo paese vicino a Roma. A Berlino da diversi anni vivono felicemente Thomas e Johan. Da sette anni stanno insieme Emiliana e Lorenza nella loro casa tra Parma e Mantova. Sono addirittura trenta gli anni del sodalizio amoroso e professionale di Gino e Massimo a Palermo. Un’altra coppia che vive e lavora insieme a Parigi da tanti anni è quella formata da Gaël e William. E infine ci sono le coniugi spagnole Maria e Marisol che vivono in campagna a Vic, vicino a Barcellona.
Venerdì 4 settembre a Venezia in programma alla Villa degli Autori la presentazione con la presenza del regista, di Luca Zingaretti, dei due produttori del film, di Franco Grillini, di alcune delle coppie protagoniste del film e dell'ex ministro della Cultura francese Jack Lang...
Affaritaliani.it ha intervistato il regista di "L’amore e basta"
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"No, e la cosa non mi fa certo felice. 'L'amore e basta' è un'involontaria risposta alla cronaca bollente di questi giorni difficili per la comunità omosessuale italiana".
Potrebbe trasformarsi nel film simbolo del movimento gay...
"Certamente. Sarebbe bello trasmetterlo a Roma, città tra le più colpite dai recenti fatti di cronaca".
"L’amore e basta" dimostra come si possa vivere l’omosessualità con naturalezza e armonia. Perché nel nostro Paese tanti continuano ancora a non accettare tutto ciò?
"Per indifferenza, distrazione e pregiudizio. Gli eterosessuali conoscono pochissimo gli omosessuali, questa è la verità. E il film quindi è dedicato proprio agli etero".
Il tema del film, in fondo, è 'semplicemente' l’amore. Quale delle nove storie l’ha colpita di più?
"Se le ho scelte tra le tante è perché mi hanno colpito tutte, ma se proprio devo citarne una, ci tengo a sottolineare l'entusiasmo della coppia spagnola con 3 figli, così vitale e gioiosa. Un vero esempio".
Quali sono le principali differenze che ha trovato tra le coppie italiane e le altre straniere?
"Un Paese che spicca sugli altri è appunto la Spagna. Qui gli omosessuali hanno acquisito tutti i diritti, e quindi non sono più dei cittadini dei serie B come invece succede da noi. L'Italia è ancora molto indietro, ma anche in Francia e Germania ci sono alcuni problemi".
Com’è nata la collaborazione con Luca Zingaretti, che introduce al film recitando un testo di Aldo Nove?
"Aldo Nove è un amico e uno straodinario scrittore, e il testo che ha scritto è davvero una perfetta introduzione per il film. Zingaretti, un grande attore, è stato sin dall'inizio molto disponibile. La sua presenza arricchisce senz'altro 'L'amore e basta'".
E la scelta di far legare le nove storie dai piccoli film di animazione realizzati da Ursula Ferrara?
"Sono orgoglioso del fatto che per la prima volta la Ferrara abbia prestato la sua creatività a un'opera non sua. Mi piaceva molto l'idea di questi intermezzi di animazione, e lei è stata contentissima di realizzarli. La disponibilità sua e di Zingaretti dimostra che probabilmente questo è un film che spinge gli artisti a partecipare prendendo posizione e ad adottarlo...".
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IL REGISTA STEFANO CONSIGLIO:
Stefano Consiglio vanta collaborazioni come aiuto regista con Giuseppe Bertolucci, Roberto Benigni, Giulio Questi, e tra il 1982 e il 1983 ha realizzato documentari sui set dei film di Sergio Leone, Ettore Scola e Richard Donner. Nel 1990, oltre a girare diversi cortometraggi, ha iniziato una collaborazione con la trasmissione ‘Mixer’, per la quale ha realizzato numerosi servizi. Nel 1991 ha diretto ‘La camera da letto’, versione filmata dell’omonimo poema di Attilio Bertolucci, che ne è l’interprete, presentato alla Mostra di Venezia nel 1992, come anche il film per la televisione ‘Le strade di Princesa’ del 1997. Tra il 1999 e il 2002 ha collaborato con la Rai per la realizzazione di documentari. Nel 2003 ha vinto il Premio “Cipputi” al Torino Film Festival con ‘L’uomo flessibile’.



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