A Manhattan in metropolitana con Al Pacino. L'intervista esclusiva

Mercoledì, 21 aprile 2010 - 10:35:00
Al Pacino
Alfredo James Pacino
di Benny Manocchia

Eccolo qua, Alfredo James Pacino, 70 anni il 25 di questo mese,asciutto come una sardina, il solito sorriso sornione e le poche parole in un siciliano più hollywoodiano che altro. Non è cambiato molto dall'ultima volta che ci siamo incontrati a Los Angeles. Lui portava a spasso i gemelli Anton James e Olivia Rose avuti con Beverly D'Angelo. Oggi è solo e mi chiede di accompagnarlo... Sapete dove? Nella subway, così nessuno ci disturberà. A Manhattan nella metropolitana non puoi perderti perché gira e rigira torni sempre verso Times Square.

Non resterà molto in città: il tempo di portare fiori sulla tomba di sua nonna, che praticamente l'allevò da sola e di salutare alcuni amici. Parla come al solito sottovoce: "Al non ho capito, alza un po' la voce". E lui: "Piu' passa il tempo e più diventi sordo". E ride, uno scoppiettio di risatine come stesse tossendo.
Dopo Scent of a woman che ti fruttò l'Oscar, mi dicono che questo nuovo tuo film te ne procurerà un altro. Ma lui,francamente, non è che ci tenga molto all'Oscar. "Ma, vedremo, certo che il soggetto è ottimo, avrei fatto carte quaranta per avere la parte". Ma se mi hanno detto che hanno pensato subito a te...
"Davvero? Vedi,queste cose le dicono ai giornalisti ma non a me. Comunque, la parte del Dottor Morte è unica, non si ripeterà più nella mia carriera; voglio dire è così piena, umana, strappalacrime e strappabestemmie".

Tre anni fa diedero a Pacino l'ambitissimo award  "Life Time Achievement", nel corso del quale il suo amico Andy Garcia disse: "Al, tu sei Van Gough, sei ModiglianI!". Kevorkian, patologo armeno che aiutò 130 pazienti a morire perché non ne potevano piu' di campare a quel modo e' stato la persona piu' criticata e allo stesso tempo apprezzata dall'inizio di questo secolo. Il medico disse subito che esiste nella vita un "right to die", quando non c'e' piu' speranza di salvezza e quando i dolori non sono piu' sopportabili. "Secondo Jack - dice Pacino - le religioni hanno sempre condizionato il dirittto di morire come e quando vogliamo. Il nostro Papa,dice Kevorkian,e' naturalmente contro la decisione di aiutare un paziente a morire con un briciolo di dignita'". Lo misero in carcere per sette anni.

Per il film della HBO "You dont know Jack", Al ha insistito per avere al suo fianco l'attrice Susan Sarandon. "E' proprio il tipo di femmina che occorreva per il fim" spiega l'attore. "Non soltanto è bravissima, ma ha quell'innato istinto delle donne di capire che la morte è soltanto l'ultimo sforzo per raggiungere una pace eterna, insomma morire è indispensabile in alcune situazioni, anche se detto così può sembrare controproducente". Al hai mai incontrato Kevorkian? "No, ho letto tutto quanto era possibile, visto filmini girati su di lui e poi ho parlato al telefono con il dottore tante volte, cercando di studiare il suo accento del Michigan". Che cosa hai capito alla fine? "Che morire poi non e' tanto male: pensa a chi è a letto martoriato da un cancro o da altre malattie che consumano il corpo e la mente. Perché soffrire? Kevorkian mi disse che i pazienti non gli hanno mai chiesto: uccidimi. Invece gli chiedevano di aiutarli a lasciare questa valle di lacrime. A me piacerebbe morire a letto, mentre dormo. Troppo facile? Be', un po' lo sperano tutti, pero' c'è chi è destinato a soffrire pene incredibili, e allora posso capirli, lo chiederei anche io".

Al, sei in questo business da 41 anni. Quando conti di... appendere i guantoni al chiodo? Ci pensa un po'.
"Credo che smetterò quando avrò capito che non ho più nulla da dire, quando il cervello non risponderà agli stimoli di chi ama recitare. Ricordi Hemingway? Si uccise perché non riusciva più a scrivere
. Lascio'
un foglio con una nota: "Why stay here when im useless!" (perché restare qui quando non non sono piu' utile).
Comunque è già in fase di preproduzione il suo prossimo film "Mary Mother of Christ". "E' meglio continuare a lavorare",  dice fissando un punto della sporca e puzzolente subway. Alfredo James Pacino ha già il suo nome nella ristretta cerchia di "geni". E nessuno puo' rimuoverlo.
 
 

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