Abolito l'aumento di un euro al cinema? Una "piccola" legge ad-pernonam...
di Pasquale Della Torca
La casa cinematografica Medusa e il Teatro Manzoni in Milano fanno parte del portafoglio Mediaset, cioè di Fininvest, cioè di Silvio Berlusconi. E' semplice e naturale dire le cose come stanno e con quale impudicizia a volte operi la politica. L'impudicizia è il blitz del Governo che elimina la prevista tassa sul cinema consistente in un aumento di 1 euro a biglietto e la sostituisce con un inopportuno e, quindi, ignobile rincaro sui carburanti di 2 centesimi per litro. La nuova accise sui carburanti per autotrazione finanziarà il FUS, il Fondo unico per lo spettacolo, cioè il meccanismo che il governo utilizza per intervenire nei settori dello spettacolo.
La decisione del Consiglio dei ministri insomma assume le vesti di una piccola legge ad-pernonam e, quindi, sia per motivi di opportunità e sia per motivi di decenza il governo avrebbe fatto bene a non prendere, o, almeno, provvedere altrimenti soprattutto perché quei due centesimi vanno a gravare ulteriormente sulle tasche dei consumatori in un periodo di forti aumenti dei carburanti. Quei due centesimi rappresentano un prelievo iniquo e furfantesco perché va a gravare pesantemente sui cittadini anche indirettamente, nella loro veste di consumatori di beni che in Italia sappiamo vengono movimentati soprattutto su gomma.
In questa vicenda il Presidente del Consiglio si macchia di una grave iniquità commessa a danno di tutta la collettività a favore, invece, di attività che per loro natura dovrebbero essere in grado di automantenersi con produzioni valide evitando le idiozie sovvenzionate che si vedono spessissimo in giro. La gente, penso, debba sapere che sotto il tambureggiare sulla voce "cultura" battuta per mesi e in ogni dove da parte di persone dello spettacolo si celi soprattutto un interesse lobbistico che si traduce in richieste di finanziamento per spettacoli che spesso nessuno vede. Questo per la lirica, la prosa, la danza e anche per il cinema anche se quest'ultima attività non si capisce perché debba ricevere provvidenze pubbliche visto che si tratta di imprese private che operano in regime di libero mercato. Proprio in relazione al cinema fa particolarmente ribrezzo, visto i beneficiari, la cassazione dell'aumento del biglietto che era un provvedimento equo in quanto colpiva solo chi usufruiva dello spettacolo cinematografico e l'istituzione di un balzello a danno di tutta la collettività.
Fatti salvi i fondi da destinare alla tutela e al recupero del patrimonio storico, architettonico, artistico e archeologico ci pare che in questo momento un prelievo così odioso per finanziare ciò che cultura non è rappresenti un grave torto del Governo fatto a tutti i cittadini e, ci si augura che venga prontamente ritirato.



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