A tu x Tv/ La televisione diventa hot con 'Sex Academy'

Sabato, 7 marzo 2009 - 11:30:00

Di Mariano Sabatini
m.sabatini@libero.it

Il 9,4% dei danesi ha provato a fare sesso con 4 o più persone. E chi se ne frega, direte… Eh, no! A me,

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ad esempio, interesserebbe tanto sapere se quelle “più persone” sono una, due, tre o una squadra di calcetto; quale sia la percentuale femminile all’interno della mischia, e quale quella barbutadi fronte a un programma come “Sex Academy”, programmato a tarda notte su Lei (Sky 125), ogni curiosità – anche la più morbosa, anzi soprattutto la più morbosa – è giustificata. Questo è l’atout e insieme il difetto di simili format, che saturano le piattaforme satellitare, per ovvie ragioni di facile gradimento. Nel sesso di gruppo, se qualcuno dice basta è basta. Ci sono delle regole. Ci baciamo in bocca? Usiamo dei preservativi? Devo eiaculare con la mia ragazza o con l’altra? E se provo gelosia? Tutte le domande che la sessoterapeuta-conduttrice pone alla classe. Infatti, una “prof” che più esplicita non si può dà vita al programma di fronte a una classe, disposta proprio nei banchi come a scuola (ah, le fantasie erotiche!), di maschioni infoiati (ma solo perché desiderosi di apprendere…) e bellezze platinate dagli occhi lubrichi (ma solo per voglia di sapere…).


Victoria, simbolo del fascino nordico 
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Ad un certo punto arriva l’esercizio: l’insegnante invita due suoi alunni a mettersi uno di fronte all’altra, ad aprire gli occhi, ad abbracciarsi, a stringersi per un minuto, ad incollarsi anche con l’addome – e quindi con gli inguini – per accendere le reazioni dei rispettivi partner. Per capire come avrebbero risposto a tale sollecitazione, trovandosi in un club di scambisti. Alla fine, per quanto i danesi possano essere aperti e disinibiti, scopriamo che dinanzi al proprio partner che si dà da fare con un altro/a “si incazzano come bestie”. Senza falsi moralismi o condanne, il limite di un simile format sono i comportamenti condizionati: dalle telecamere, dalla presenza di persone della troupe non direttamente coinvolte nell’”esperimento”. Il gruppo delle donne e degli uomini in gita separati in un club per scambisti, davanti all’altalena del sesso, ai “buchi di gloria” o nella stanza degli specchi, rispondono con battutacce e gridolini, sorrisi imbarazzati, peggio di una classe di bimbetti delle elementari. Chiacchiere, parole in libertà, mezze verità o sbruffonate. Niente di serio. La perversione è tale, dunque allettante, solo se protetta. Taciuta, o al massimo sussurrata. Le luci sfavillanti della tivù non giovano all’eros, semmai al voyeurismo di sfigati insonni.

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