Scomparsa Eluana, i morti viventi restano nella politica e nelle istituzioni

Martedì, 10 febbraio 2009 - 09:58:00



di Angelo Maria Perrino

Dicono: è il momento del silenzio. Ma quale silenzio, bisogna parlare! Dicono ancora: è il momento della preghiera. Ma quale preghiera, è il momento del fare e del legiferare! Concludono: la politica deve fare un passo indietro. Ma quale passo indietro, la politica, quella alta, quella vera, deve fare un passo avanti.
 
Eluana, il giorno dopo: retorica e barricate. Nel vuoto delle soluzioni e nelle vacanza delle responsabilità. E' bastato che un "antipolitico" come Silvio Berlusconi abbia fatto a modo suo, cioè non senza sbavature e scivolate di stile, una mossa imprevedibile e  "discontinua" per far implodere e portare al cortocircuito e al collasso il sistema politico-istituzionale. E' bastato, nell'inconcludente intrecciarsi dei conflitti di competenze e dei furbi scaricabarile istituzionali e sotto l'incalzante, drammatico, severo rigore euristico ed etico di Beppino Englaro, dire la parola "vita" per scoprire che di morti viventi in questa vicenda non c'era solo Eluana. E' bastato mostrare, ancora una volta da parte del contestatissimo Berlusconi (con il solito approccio sopra le righe tipico del neofita dei riti della politica e, secondo i suoi denigratori, non senza opportunismo politico), la lentezza dei processi decisionali, la farraginosità delle procedure e la necessità di strutturare il funzionamento della macchina statuale e della governance istituzionale secondo i bisogni di una moderna democrazia governante, per scatenare scandalo e urla il cui volume, altissimo, in realtà serviva a coprire il vuoto delle culture e dei programmi e l'assenza delle soluzioni e delle responsabilità.
 

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Beppino Englaro senatore, la petizione. Ecco le firme
Una politica che ha mostrato tutta la sua autoreferenzialità, il suo distacco dalla vita reale, la sua involuzione autistica. Una politica che, incapace di sciogliere i nodi, vive di rimozioni, e sta in piedi, nei suoi network e nei suoi interfacciamenti, solo attraverso stanchi riti, il rinvio sistematico e le continue mediazioni al ribasso. Davanti a questa politica inebetita che ha occupato le istituzioni democratiche, ma non riesce a interpretare, a indirizzare, a governare i nuovi bisogni, i cambiamenti profondi, le intersezioni inedite di una moderna società complessa, violando così il patto fondante con quel popolo che gli conferisce ogni legittimità, bisogna essere grati a Beppino Englaro che, piccolo Davide sfortunato contro tanti Golia, si è fatto carico, nel suo pluriennale calvario di solitudine, di rappresentare le ragioni delle persone comuni e di mostrare a tutti noi, se ancora ve ne fosse bisogno, la verità intorno al  Palazzo. Ai suoi troppi azzeccagarbugli, ai sepolcri imbiancati, ai leader vuoti, alle alleanze raccogliticce e inconsistenti.

Parlano di Costituzione, questi politici, ma violano costantemente i principi della nostra Carta fondante. E, così facendo, scavano il solco con le persone. Che rischiano di perdere fiducia nella democrazia tout court, (esponendosi così a rischi autoritari) quando invece malata e da curare, senza sospendere le terapie, anzi, con procedure d'urgenza, è la democrazia di questi signori, rimasti, dopo la scomparsa di Eluana, i veri, unici morti viventi. Uno stallo, un collasso che preoccupa, a fronte dei molti problemi che stanno alle porte e che colpiscono soprattutto i più deboli e indifesi. E alle opportunità da individuare e costruire per uscire dalla crisi economica e sociale, dare slancio al Paese, indurre alla speranza le nuove generazioni. Ci vogliono decisioni giuste, soluzioni adeguate e tempi rapidi. E uno sforzo convergente delle molte persone responsabili. Uno sforzo, questo sì, costituente e resistenziale.

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Ciao Angelo!

Mi congratulo per l'ottimo pezzo su Eluana. Hai davvero centrato il problema. Moribondo è il nostro sistema politico per l'irresponsabilità di una classe dirigente sempre più incapace di interpretare e anticipare i bisogni reali del Paese. Io sono profondamente delusa e disillusa. Forse anche per questo motivo, come avrai notato, ho rallentato i miei commenti.
Ma: "che fare?".

Un caro saluto

         Susanna Creperio Verratti
            (politologa)

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