Telenovela/ Commercio, il Wto rischia il rinvio di altri 2 anni

Mercoledì, 10 dicembre 2008 - 11:53:00



Il commercio mondiale rischia di scivolare sulla classica buccia di banana. "O chiudiamo l'accordo sulle nuove regole mondiali del commercio entro questo mese, o slitta tutto di due anni". Il sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio con l'estero, Adolfo Urso, traccia le prospettive del Doha Round lanciato nel 2001 e arenatosi nel luglio scorso, in un'intervista al Quotidiano Nazionale.

"Noi, come l'Italia siamo molto determinati, ma siamo tra color che son sospesi. Il negoziato doveva riprendere sabato a Ginevra. Ci e' stato detto che slitta di qualche giorno, forse al 17. Speriamo sia vero. O la fumata bianca arriva entro l'anno, o se ne parla nel 2011". Tutto questo perche' "a gennaio si insedia l'amministrazione Obama e cambiera' il negoziatore statunitense. Sempre il prossimo anno l'India entra in campagna elettorale e l'Ue dovra' affrontare il nuovo bilancio agricolo. Quindi dodici mesi di stop saranno fisiologici, altri dodici di nuove discussioni ed eccoci al 2011". 

"Il dato politico - prosegue Urso - e' che tutti sono d'accordo sulla necessita' di liberalizzare i mercati internazionali. L'idea comune e' che l'attuale crisi mondiale va affrontata da tutti e tutti insieme. Nel 29 ogni Paese cerco' di salvarsi da solo e il risultato fu catastrofico. Dobbiamo evitare di ripetere lo stesso errore". "Le nuove potenze economiche mondiali, la Cina, l'India, il Brasile - continua il sottosegretario - vogliono avere piu' voce in capitolo sull'economia mondiale. Bene, allora devono accettare anche le responsabilita' che il loro ruolo comporta. In soldoni significa che devono aprire i loro mercati. Che devono impegnarsi a ridurre, fino a eliminarli, i dazi all' importazione. Non basta piu' la dichiarazione che non li aumenteranno".

All'Italia conclude Urso "interessa soprattutto salvaguardare le proprie produzioni agricole e agroindustriali, e quelle piu' specificatamente industriali. Per entrambi le cose vanno abbastanza bene". Urso infine ricorda che comunque "con la caduta di una serie di barriere doganali i nostri prodotti potranno circolare piu' facilmente e saranno protetti dal marchio made in Italy. Stavolta a essere penalizzati saranno i prodotti tipici dei paesi del Nord Europa. Dopo decenni di trattamento di favore saranno loro a pagare pegno".

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