Wall Street/ Una valanga di risultati si abbatte sul listino di New York, l’effetto complessivo pare positivo
Grazie a una nuova pioggia di risultati trimestrali migliori delle attese si profila un’altra giornata positiva a Wall Street, anche se non mancheranno certamente le consuete prese di profitto che già si sono abbattute fin dall’after hours di ieri su titoli come Apple e Ibm, che pure avevano superato le previsioni di consensus ma avevano poi deluso le aspettative per quel che riguarda le previsioni per i risultati futuri.
Sotto i riflettori è ancora una volta il sistema bancario, con Bank of America che ha annunciato di aver chiuso il terzo trimestre dell’anno in perdita di 7,3 miliardi di dollari (0,77 dollari per azione), rispetto ai 2,2 miliardi di rosso segnato nello stesso periodo dell'anno scorso, a causa in particolare di una svalutazione del goodwill da 10,4 miliardi di dollari (oltre a 5,4 miliardi di dollari di accantonamenti per perdite su credito). Al netto degli oneri straordinari l’istituto ha segnato un guadagno di 3,1 miliardi di dollari (27 centesimi per azione, meglio dei 16 centesimi previsti in media dagli analisti di Wall Street). Il giro d’affari è risultato pari a 26,98 miliardi (in crescita del 2,35% dai 26,36 miliardi di un anno prima), mentre a livello patrimoniale a fine periodo il Tier 1 era pari all’11,16%, il Tier 1 common ratio all’8,45%.
Goldman Sachs da parte sua ha chiuso il terzo trimestre con utili in calo del 40% a 1,9 miliardi di dollari (2,98 dollari per azione, meglio dei 2,32 dollari previsti in media dagli analisti) dai 3,19 miliardi (5,25 dollari a titolo) di un anno prima, un calo contenuto in parte dal taglio delle spese operative del 20% a 6,09 miliardi (di cui 3,83 miliardi per compensi, a loro volta in calo su base annua). Un risultato che appare inferiore a quello della concorrente Jp Morgan (4,4 miliardi di utile) ma superiore ai 2,2 miliardi guadagnati da Citigroup e che però testimonia, come il Ceo di Goldman Sachs, Lloyd Blankfein, stia tentando di superare il rallentamento delle attività e di ricostruire la reputazione dell’istituto dopo il patteggiamento siglato con la Sec lo scorso luglio in merito a una denuncia per frode avanzata dalla Commissione.
Altro “big” molto atteso era oggi Johnson & Johnson: in questo caso il gruppo ha visto gli utili crescere del 2,2% a 3,42 miliardi di dollari (1,23 dollari a titolo contro gli 1,15 dollari attesi dal mercato), a fronte di vendite stabili a 14,98 miliardi (-0,7% rispetto ai 15,08 miliardi di un anno prima), inferiori alle previsioni che in media parlavano di 15,24 miliardi di fatturato. Il gruppo ha anche leggermente migliorato le proprie stime per i risultati 2010 portando la previsione sull’utile per azione da 4,7 a 4,8 dollari per azione, cosa che non sembra bastare a evitare un calo delle quotazioni del titolo nelle contrattazioni pre-apertura di circa l’1,7%, proseguendo dunque il periodo dimesso che (a lunedì scorso) ha portato il titolo a guadagnare nell’ultimo anno appena il 4,4%, ampiamente al di sotto dei risultati medi della borsa di New York.
E poi ancora: tra i nomi che in questi minuti stanno riversando i loro dati sul mercato si nota Coca-Cola, che vede l’utile trimestrale salire a 2,06 miliardi (88 centesimi per azione) dagli 1,9 miliardi (81 centesimi) di un anno prima a fronte di vendite in crescita del 5% a 8,43 miliardi, numeri che risultano a cavallo delle stime (pari in media a 89 centesimi di utile e 8,39 miliardi di vendite) ma che potrebbero essere assistiti dall’annuncio di un buy-back da 2 miliardi di dollari da qui a fine anno (e infatti il titolo sale di oltre un punto nel pre-borsa di New Yokr).
In crescita anche gli utili di Harley-Davidson (più che triplicati a 88,8 milioni di dollari) a fronte di vendite stabili (1,09 miliardi), mentre sono in calo quelli di Lockheed Martin: il gruppo aeronautico ha guadagnato nel trimestre 571 milioni di utile netto (1,57 dollari a titolo) contro i 797 milioni di un anno prima nonostante un aumento del 5,6% delle vendite nette a 11,38 miliardi. Gli analisti si attendevano in questo caso 1,62 dollari di utile e 11,61 miliardi di vendite, per di più Lockheed ha tagliato le previsioni sui risultati 2010 a 6,75-6,95 dollari di utile per azione (da 7,15-7,35 dollari), risultato: il titolo, che già ieri aveva chiuso in calo del 4,8%, sta perdendo altri tre punti abbondanti oggi.
Luca Spoldi



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