Italia ubriaca di vino straniero. Allarme di Beverage & Grocery: "Spariscono i terreni agricoli"

Lunedì, 16 novembre 2009 - 07:15:00

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LEGGI IL SECONDO ARTICOLO DELL'INCHIESTA DI BEVERAGE & GROCERY

Sono sempre meno i terreni votati all’agricoltura: in 10 anni è scomparso oltre 1/3 del frutteto italiano con effetti sui redditi degli imprenditori agricoli, sul paesaggio e sulla salute dei cittadini. E non basta: se si va avanti così c’è il rischio che l’Italia dica addio alla produzione del vino.

Ecco i dati emersi dall’inchiesta curata da Marco Torricelli per il numero di novembre-dicembre del mensile di settore Beverage & Grocery, testata che descrive come funziona e come cambia la distribuzione moderna che a partire da lunedì 16 si troverà anche nelle edicole delle stazioni e degli aeroporti, oltre che in quelle dei centri commerciali e degli ipermercati.

"Vogliamo puntare i riflettori sul caso agricoltura / viticoltura, un malato grave. Vogliamo gridare tutta la nostra indignazione per un comparto importantissimo della nostra economia che rischia di morire", osserva nell'editoriale Franca Leemann Borgio, direttore del mensile.

Affaritaliani.it vi anticipa in anteprima il pdf dell’articolo, nato “da una semplice considerazione. Ovvero: i contadini si lamentano che i loro prodotti sono pagati sempre meno, mentre sul banco assistiamo a un quasi costante rincaro dei prezzi. Come mai all’utilizzatore finale frutta e verdura costano sempre di più?”, ricorda Torricelli.

Beverage
La copertina del prossimo numero di Beverage & Grocery

Che aggiunge: “Probabilmente alla base di tutto c’è un passaggio strano di intermediazione. Ma non solo: molto spesso le grandi catene per mantenere i prezzi di vendita bassi si approvvigionano fuori dall’Italia, dove tra l’altro però le regole disciplinari sono meno rigide”.

Un esempio? Il latte a lunga conservazione: 2/3 dei cartoni viene dall’estero. “È evidente che ai contadini italiani conviene vendere terreni edificabili, ma nel giro di pochi anni rischiamo di perdere un patrimonio straordinario di prodotti tipici, compresi i vini di alto livello, e di finire nel comparto alimentare colonizzati, con le arance di Israele o del Sud America, l’olio della Turchia o della Spagna, le zucchine della Francia…”, commenta Torricelli.

Che conclude: “Bisogna riconoscere a chi produce un valore primario e assoluto sia in termini economici, che in termini di immagine, altrimenti quando e se ci sarà mai una rivisitazione dell’agricoltura non ci saranno più gli agricoltori”.

Nicole Cavazzuti

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