Clima/ 2010 anno green per la borsa. Il mercato boccia i titoli carbon-tech
L'opinione pubblica si divide, quasi senza mezze misure, tra chi ritiene che la recente Conferenza di Copenhagen sia stata un successo e chi invece la definisce un vero e proprio flop. Nei giorni scorsi il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, prima di una riunione del Consiglio di sicurezza, ha dichiarato che l'evento è stato "un successo". "Sono cosciente - ha detto Ban - che l'esito della Conferenza di Copenhagen, così come l'accordo raggiunto, hanno disatteso le speranze di molti, ma rappresentano un inizio, un avvio essenziale. Abbiamo fatto un passo nella giusta direzione". 
Nei settori dedicati all'ambiente e all'ecologia sembra invece prevalere la tesi che la Conferenza sia stato un fiasco. "La più importante, partecipata, disorganizzata conferenza delle Nazioni Unite - afferma Edoardo Zanchini, responsabile energia e clima di Legambiente - non è riuscita a dare al Mondo la risposta che si aspettava per fermare i cambiamenti climatici. Dopo due settimane di discussione, la distanza tra le posizioni dei diversi Paesi si è rivelata alla fine incolmabile sui punti più delicati di trattativa. L'accordo uscito dal vertice non è la risposta che serve alla crisi climatica: gli impegni di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Co2) sono solo volontari e su base nazionale, ed è tutto rinviato per quanto riguarda lo stabilire metodi di controllo e verifica di tali riduzioni e le scadenze precise per la sottoscrizione di un trattato internazionale".
Eppure, secondo gli economisti di Citigroup, che lo scrivono in uno studio ad hoc sull'evento, i risultati raggiunti non sarebbero poi "così male come di primo acchito sembrerebbe". "Le critiche che riguardano l'accordo finale - ragionano gli esperti della banca statunitense - si concentrano sulla mancanza di target specifici per quel che riguarda le emissioni di Co2". "Tuttavia - evidenziano da Citi - facciamo notare che i paesi partecipanti avranno tempo fino al 31 gennaio 2010 per sottoporre i propri obiettivi, cosa che rappresenta un importante passo avanti rispetto agli impegni presi soltanto due anni fa".



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