Up&Down
UP
Sergio Marchionne (Fiat): il numero uno di Fiat (e Chrysler) deve centrare il bersaglio per il terzo anno consecutivo, quello più impegnativo in quanto a metà del guado del ciclo di rinnovo produttivo e nel corso del quale l'indebitamento industriale rischia di superare i 6 miliardi di euro. Se tutto andrà bene dal 2012 coi nuovi modelli arriveranno anche gli utili, prima di allora Marchionne conta di aver riportato Chrysler in borsa e forse trovato un partner per Fiat Industrial.
Paolo Barberis (Dada): il matrimonio con Rcs non è mai decollato per cui non c'è da stupirsi se non verranno versate lacrime quando verrà posta fine alla convivenza tra la piccola società multimediale fiorentina e il colosso editoriale meneghino. Semmai il passaggio sotto le insegne di Clessidra o Carlyle potrebbe ridare slancio alla società che negli ultimi tre anni ha visto le sue quotazioni crollare del 70% a Piazza Affari.
DOWN
Enrico Bondi (Parmalat): mentre arrivano le prime condanne all'ex patron Callisto Tanzi per il crack da 14 miliardi di euro, a Piazza Affari il titolo continua a languire poco oltre i 2 euro per azione. Nell'ultimo anno la performance è di poco superiore a quella di un titolo di stato (+6%), il che non è male in un anno difficile come quello appena passato, ma per il futuro crescono i dubbi di chi ritiene Bondi un manager non adatto a gestire una nuova stagione di crescita.
Carlo Rosa (Diasorin): sarà che dopo aver guadagnato il 145% in tre anni una pausa fisiologica è necessaria, sarà che entrando nell'indice Ftse Mib il titolo sembra aver esaurito a breve ogni possibile attrattiva per gli investitori istituzionali, ma certo se il buon giorno si vede dal mattino il 2011 rischia di essere un anno avaro di soddisfazione per gli azionisti della società che produce reagenti per diagnosi in vitro.



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