Unipol prende FonSai con 1 mld
Tutto come previsto per il matrimonio che “s’aveva da fare” tra Unipol e Fondiaria-Sai: escluso dopo l’intervento di Consob un’Opa “generosa” (per i Ligresti) su Premafin, la compagnia di Bologna entrerà comunque sul ponte di comando attraverso un aumento di capitale riservato da massimi 400 milioni di euro, aumento che raddoppiando il capitale sociale (attualmente pari a 410 milioni) porterà Unipol a diventare il nuovo azionista di maggioranza della holding con una quota tra il 70% e l’80%, mentre i Ligresti dovrebbero scendere all’8%-10% circa.
I soldi portati da Unipol (che lancerà a sua volta una ricapitalizzazione entro il prossimo mese per raccogliere 1,1 miliardi di euro) serviranno a Premafin “esclusivamente ed integralmente” per partecipare alla ricapitalizzazione di Fondiaria-Sai per la quota di competenza. L’aumento di FonSai sarà di ben 1.100 milioni di euro, dunque ben oltre i 600-700 milioni che i Ligresti speravano potesse costare l’operazione, a causa tra l’altro di maggiori accantonamenti di riserve per il ramo Auto (790 milioni contro i 660 stimati poche settimane fa) e di altri 145 milioni di svalutazioni del portafoglio immobiliare (che si sommano ai 165 milioni di svalutazioni già previste), destinati a far lievitare la perdita netta a chiusura di bilancio 2011 a 1.100 milioni e a precipitare il solvency ratio dal 120% al 75%. Il bluff dei Ligresti è dunque saltato e non si avranno trattamenti di favore per alcuni soci (quelli di Premafin, destinatari all’inizio di un’Opa a fortissimo e del tutto ingiustificato premio) rispetto ad altri (quelli di Fondiaria-Sai e Milano Assicurazioni, che invece non avrebbero comunque goduto di Opa, essendo l’operazione un salvataggio industriale e godendo pertanto dell’esenzione all’obbligo di Opa, come la stessa Consob ha poi confermato); sono inoltre previste le dimissioni, con effetto dalla data di sottoscrizione dell’aumento Premafin, “degli amministratori attualmente in carica e le relative manleve”.
Dopo il premio di maggioranza anche la “maxiliquidazione” da 14 milioni per la famiglia Ligresti finora giustificata formalmente come un “patto di non concorrenza” (sulla cui necessità, visti i risultati ottenuti, l’ironia era scorsa a fiumi sulla stampa italiana) verrà dunque a cadere coi Ligresti ormai fuori gioco e fuori dal Cda. Ai soci di FonSai riuniti in assemblea straordinaria verrà chiesto di eliminare il valore nominale delle azioni ordinarie e di risparmio, procedere ad un raggruppamento dei titoli nel rapporto di 1 nuovo titolo ogni 100 esistenti e quindi lanciare l’aumento a pagamento orientativamente entro maggio mediante emissione di azioni ordinarie e di risparmio da offrire in opzione agli azionisti in proporzione ai titoli detenuti.


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