"Unipol-Bnl, Fazio regista dell'operazione"

Giovedì, 15 dicembre 2011 - 18:31:04

L'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio ha perso "il ruolo di vigile equidistanza" per assumere consapevolmente quello di "regista occulto" e di istigatore, determinato a perseguire - con ogni mezzo fraudolento e/o elusivo della normativa (...) - il suo fine di mantenere saldo il principio dell'italianità della banca". Così scrivono i giudici di Milano nelle motivazioni della condanna per Fazio a 3 anni e 6 mesi, per l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte a 3 anni e 10 mesi e altri per la tentata scalata di Unipol a Bnl.

Secondo i giudici di Milano Giovanni Consorte, ex presidente e ad di Unipol, è stato "assoluto protagonista" della tentata scalata di Unipol a Bnl nel 2005. "Tenuto conto sia del ruolo formalmente rivestito all'interno della società (quale amministratore delegato) sia per quanto operativamente posto in essere nell'ambito della vicenda", si legge nelle motivazioni, "è infatti del tutto evidente che Consorte abbia agito, nell'ambito degli eventi sviluppatisi da marzo a luglio 2005, da assoluto protagonista, essendo e apparendo quale l'ideatore, promotore ed esecutore dell'iniziativa (in qualunque prospettiva la si voglia considerare, ossia se lecita od illecita), ruolo mai smentito e, anzi, rivendicato".

Per quanto riguarda Carlo Cimbri, già direttore generale di Unipol, attualmente ad della compagnia bolognese, nella tentata scalata del 2005 ha avuto secondo i magistrati "lo stesso grado e misura di coinvolgimento di Consorte e Sacchetti". Cimbri è stato condannato a tre anni e sette mesi per il concorso in aggiotaggio e interdetto da uffici direttivi di persone giuridiche e imprese (ma la sentenza non è esecutiva immediatamente, ma solo dopo i tre gradi di giudizio). "Per quanto riguarda Cimbri, egli rivestiva la posizione di direttore generale di Unipol e risulta avere - dal complesso degli elementi probatori acquisiti - lo stesso grado e misura di coinvolgimento di Sacchetti (Ivano, l'allora vicepresidente di Unipol, ndr) e Consorte nelle vicende sopra indicate, con la differenza - non di poco conto - che le sue competenze specifiche facevano di lui, in tutto lo snodarsi della vicenda, il soggetto che gestiva in prima persona gli acquisti di azioni Unipol, scrivono i giudici, sottolineando che Cimbri si muoveva «in totale autonomia nella ricerca e nell'acquisto dei pacchetti".

Per i giudici anche l'europarlamentare del Pdl Vito Bonsignore, condannato a 3 anni e 6 mesi, ha avuto "un ruolo attivo e di grande rilievo" in tutta "la vicenda", da punto di riferimento "per l'acquisto del pacchetto argentino, a partecipe dell'accordo (...) a parte attenta ed esigente nella vendita delle proprie azioni". I magistrati esaminano anche il suo rapporto con l'ex premier Massimo D'Alema. Il 14 luglio 2005, ricordano i giudici della prima sezione penale di Milano, «alle ore 9,46, D'Alema telefona a Consorte e gli riferisce che è andato a trovarlo Bonsignore, in quanto voleva un consiglio, se rimanere dentro o vendere tutto. Voleva sapere da D'Alema "se lui gli chiedeva di fare quello che Consorte gli aveva chiesto di fare, perchè voleva alcune altre cose, diciamo"». E il collegio riporta anche parte del contenuto dell'intercettazione D'Alema-Consorte: «Massimo: a latere su un tavolo politico ... ti volevo informare che io ho regolato la parte mia e lui ha detto che resta» Consorte: «gli ho detto 'Se lei vuole uscire, noi onoreremo gli impegni subito, come facciamo con gli altri. Se lei rimane ci fa piacerè». Massimo: «Gianni, andiamo al ... al sodo. Se vi serve resta» Gianni: «Si si esatto». E poi, scrivono ancora i giudici: «D'Alema raccomanda: "Noi non ci siamo parlati". E Gianni lo rassicura». Peraltro, si legge ancora, «nella telefonata del 14.7.2005 ore 17,35, Consorte dirà a Sacchetti (Ivano, suo ex braccio destro condannato a 3 anni e 7 mesi, ndr) che Bonsignore è andato da D'Alema ( »una roba veramente demenziale«) per risparmiare uno 0,20 dell'investimento e dice di sè che è veramente esasperato».

I giudici di Milano motivano così poi la condanna a 3 anni e 6 mesi di Francesco Gaetano Caltagirone, imputato di aggiotaggio: «Ritiene il Tribunale provata la partecipazione di Caltagirone - quale esponente primario del contropatto - all'accordo illecito finalizzato alla scalata occulta alla Bnl, accordo che si configura ab origine - dopo l'assemblea del 21.5.05 - come adesivo all'iniziativa di Unipol - con impegno parallelo di non adesione all'ops del Banco di Bilbao - e che si definisce nel dettaglio nella fase esecutiva della prima quindicina di luglio fino alla fase finale della vendita delle azioni a soggetti (così come avviene per gli altri contropattisti) che stipuleranno con Unipol i patti parasociali del 18.7.05».



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