Unicredit, la scalata dell'uomo dell'Est
Altro che libici. E' l'uomo dell'Est, come viene chiamato in banca il banchiere piacentino responsabile dell'area Central East Europe, che in poco più di due mesi ha veramente scalato UniCredit. Federico Ghizzoni il 3 agosto si è visto nominare quarto deputy Ceo, andando a rimpolpare la squadra dei tre fedelissimi di Profumo (Ermotti, Fiorentino e Nicastro).
Una nomina che, alla luce dell'enorme apporto che l'area Cee fornisce alla redditività di UniCredit (quasi il 50%), riconosceva il ruolo centrale che il capitolo dossier estero rappresentava per Alessandro Profumo.
Ora, dopo l'improvviso ribaltone al vertice della banca, Ghizzoni si è visto catapultare direttamente alla guida della creatura di Profumo. Forse il più adatto a raccoglierne l'eredità, essendo transitato negli ultimi anni davvero poco in Italia.
E forse quello in grado di completare l'opera dell'ex McKinsey senza i continui strappi e le tensioni con alcuni membri dell'azionariato italiano (vedi in particolare le fondazioni venete). Ghizzoni è stato preferito al posto di Nicastro perché quello in grado di mettere d'accordo i soci italiani (anche la Lega ha salutato positivamente la sua nomina) e i soci tedeschi (l'area Cee nel 2005 è stata portata in dote a Piazza Cordusio da Hvb) e di portare avanti la filosofia di Profumo, ma non in ottica da one man bank. Atteggiamento che non piaceva a Verona e dintorni.



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