Profondo rosso/ Ubs, perdite di oltre 13 miliardi nel 2008

Martedì, 10 febbraio 2009 - 14:01:00

L'ad di Fortis, Jan-Michel Hessiel, ha fatto appello agli azionisti perche' approvino la vendita a Bnp Paribas di parte degli asset belgi dell'istituto, che altrimenti non si salverebbe dal fallimento. Il governo belga ha infatti garantito sostegno alla banca solo se verra' dato il via libera all'operazione, che e' stata gia' respinta una volta dagli azionisti. "Rischiamo la bancarotta, il che lascerebbe gli azionisti a mani vuote" ha dichiarato Hessiel intervistato dal quotidiano olandese 'Hat Financieele Dagblad', che ha spiegato che la liquidita' generata dalle dismissioni serve a compensare l'impatto degli asset tossici sui conti della compagnia. L'assemblea degli azionisti si esprimera' nuovamente domani sulla vendita alla banca francese del 75% delle operazioni bancarie in Belgio di fortis e del 10% delle attivita' assicurative in Belgio per 2,3 miliardi di euro.
Ubs, il piu' grande istituto di credito svizzero, ha riportato una perdita netta di 19,697 miliardi di franchi svizzeri, pari a 13,045 miliardi di euro nel 2008. Buona parte delle perdite, 8,1 miliardi di franchi, sono state registrate nel quarto trimestre e legate alla divisione investment banking.

Il dato e' superiore alle attese degli analisti, che prevedevano un rosso di 7,1 miliardi di franchi nel quarto trimestre. La societa' ha annunciato il taglio di altri duemila posti di lavoro, tutti nel settore investment banking.  A pesare sugli utili sono state le perdite sul trading, calcolate sugli 8,8 miliardi di franchi, e le spese legate alla vendita di asset tossici alla Banca Nazionale Svizzera.

L'ad di Ubs, Marcel Rohner, ha detto comunque di attendersi un ritorno all'utile nel 2009 e ha comunicato che a gennaio si e' fermata l'emorragia di clienti, che solo nel terzo trimestre hanno ritirato dalla divisione Wealth Management 49 miliardi di franchi, il 2,5% degli asset della banca.

Rohner non ha voluto confermare l'ipotesi di un patteggiamento per uscire dalla causa in corso negli Usa contro Ubs. La banca svizzera e' accusata di aver aiutato i propri clienti americani a frodare il fisco occultando denaro in conti offshore. Di fatto, l'anno scorso Ubs ha smesso di fornire servizi di offshore banking ai clienti Usa.

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