Troppe tasse con la manovra, Illy vende la barca
"Non ho detto che intendo andare in Croazia. Ma è vero che tutte queste iniziative mi hanno disamorato. Avere una barca è un impegno continuo, anche se dà grandi gioie. Se poi si viene anche criminalizzati mi vien da pensare: se non vogliono che la tenga, la vendo. E allora la vendo". Lo afferma l'imprenditore ed ex governatore del Friuli Venezia Giulia Riccardo Illy, in un'intervista al Piccolo, facendo riferimento ad alcune misure contenute nella manovra varata dal governo Monti e in particolare alla tassa sullo stazionamento delle imbarcazioni.
Illy smentisce l'ipotesi di portare all'estero le sue imbarcazioni: "Mi ero informato sulle condizioni in Slovenia e Croazia, ma pare che di posti non ce ne siano più - sottolinea - Confermo che è più conveniente. Capisco gli stranieri che adesso, piuttosto che tenere la barca in Italia pagandola il doppio, decideranno di ormeggiarla in Croazia".
"Che questa manovra in generale abbia anche effetti recessivi è un dato di fatto", continua spiegando però che per fare meglio "c'è ancora tempo". "Ad esempio - osserva - la tassa sulle imbarcazioni entra in vigore in maggio. Mi auguro che il governo la cambi, perchè avrà ripercussioni molto negative sulle regioni di confine come Veneto, Fvg e Liguria".
Illy parla poi delle altre misure approvate. Riguardo all'Imu, secondo Illy si tratta di "una tassa che capisco davvero poco. Si poteva più semplicemente reintrodurre l'Ici, che era una vera imposta federale ante litteram". Rispetto alle liberalizzazioni, inoltre, per l'imprenditore "in alcuni casi bisogna fare molta attenzione» e «forse era meglio concentrarsi su meno settori, ma più sostanziali" ad esempio "l'energia, che in Italia costa il 30% in più rispetto alla media europea". Per Illy invece "va nella direzione giusta" l'azione del governo per il commercio mentre sull'articolo 18 conclude: "È giunta l'ora di rivedere regole che furono scritte quando il posto fisso era una garanzia: ora non c'è più nemmeno in Giappone".


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