Trimestrali/ La borsa premia Unipol,Credem e Gemina. Rimandate Intesa Sanpaolo e Parmalat
E’ ancora il settore creditizio al centro dell’attenzione di Piazza Affari, nella giornata in cui rendevano noti i propri conti trimestrali nomi come Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Popolare, Unipol, Banca Italease, Credem e Banco Desio, peraltro insieme ad altri nomi noti come Acea, Mondadori,Erg, Geox, Parmalat, Poltrona Frau, Hera, Gemina e Tiscali, solo per citare alcuni dei più noti.
Se i conti dell’istituto guidato da Corrado Passera non entusiasmano il mercato, facendo perdere poco meno del 2% al titolo, i numeri di Unipol sono invece accolti con soddisfazione dal mercato che premia il titolo con un rialzo di quasi 6 punti percentuali.
I conti del gruppo guidato da Carlo Salvatori nei primi tre mesi dell’anno vedono l’utile netto calare a 41 milioni rispetto ai 123 milioni dell'analogo periodo del 2008 (ma i risultati sono in ripresa rispetto all'ultimo trimestre del 2008). Piace tuttavia la crescita della raccolta diretta (+60% a 2.683 milioni di euro), in particolare del Ramo Vita (1.661 milioni, +160,3% su base annua) che beneficia in particolare della spinta venuta da Bnl Vita (1.152 milioni, +645%) e dello sviluppo dei fondi pensione (114 milioni di euro di premi raccolti, +27,5%).
Segnali positivi che secondo Salvatori un segnale positivo rafforzano “la validità delle scelte che il gruppo ha compiuto e sta compiendo per affrontare la difficile situazione dei mercati e determinare le condizioni per conseguire migliori performance nel 2009”. Da notare anche il ritorno all’utile del comparto bancario, le cui perdite, legate a “importanti rettifiche” sui crediti dubbi, avevano pesato sul trimestre precedente. Ugf Banca vede infatti una crescita del 2,8% dei conti correnti e della raccolta diretta da clientela (+3%), mentre frenano gli impieghi (-1%) e il margine d’interesse sale del 5,5% a 80 milioni di euro nonostante il calo dei tassi di mercato.
Banca Italease chiude invece il trimestre con una perdita netta di 18,4 milioni, a fronte di un risultato lordo negativo per 7 milioni che riflette principalmente, secondo quanto fa sapere l’istituto, la “debolezza dei margini” (il margine d’intermediazione è calato dagli 88,8 milioni del primo trimestre 2008 a 57,9 milioni) e “un livello ancora rilevante di rettifiche di valore su crediti” (stabili a 26 milioni di euro), a seguito dell’ingresso di nuove posizioni nell’aggregato dei “crediti problematici” e del passaggio di alcune posizioni in classi di rischio superiore.
Un deterioramento della qualità del credito che ha portato il costo del rischio (inteso come rapporto tra le rettifiche di valore nette su crediti e impieghi medi) allo 0,74% contro lo 0,45% di fine marzo 2008. Numeri che non hanno influenzato più di tanto il titolo, con gli operatori in attesa piuttosto dei numeri della controllante Banco Popolare (salita del 2,7% nella convinzione che i numeri risulteranno almeno in linea con le previsioni), destinati ad essere diffusi solo a borsa chiusa.
L’attesa dei conti fa bene anche al Credem, salito oggi di poco meno di 2 punti percentuali. L’istituto emiliano, che aveva già reso noti i conti della controllata Abaxbank (di cui, si ribadisce, prosegue il processo di riorganizzazione), vede l’utile netto asciugarsi a 11,8 milioni di euro, il 75% in meno dei 47,4 milioni di un anno prima ma in ripresa rispetto ai tre mesi precedenti, ennesima conferma che forse per gli istituti italiani il peggio è alle spalle.
In crescita anche per il Credem gli accantonamenti per rischi ed oneri (1,4 milioni di euro, erano stati di segno positivo per 4,4 milioni un anno prima) e le rettifiche nette su crediti (25,9 milioni contro i 10 milioni del primo trimestre 2008). Tale valore, aumentato per effetto della crisi economica in corso, rappresenta tuttora solo lo 0,15% del totale dei crediti e si raffronta con crediti problematici totali netti per 305,5 milioni di euro (dai 161,4 milioni di euro del primo trimestre 2008), pari all’1,77% del totale (0,58% se si considerano solo le sofferenze nette). Il core Tier 1 capital ratio risulta pari al 7,51% a fine trimestre, mentre il Total capital ratio è pari al 10,00%.
Tra i titoli minori in spolvero Gemina (+8,3%) nonostante una trimestrale chiusa con una perdita netta di 33 milioni di euro (contro l’utile di 1,1 milioni di un anno prima) e un indebitamento salito a 1.442 milioni, mentre perde quota Parmalat (-3,6%), nonostante l’incremento dei margini (il Mol sale del 13,3% su base annua a 72,4 milioni di euro) anche a fronte di un calo del fatturato netto (-3% a 899,4 milioni).
Luca Spoldi



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















