Trimestrali/ Parmalat dietro la lavagna, Ti Media sorride, ma i vincitori di giornata sono Piaggio e Bulgari

Giovedì, 30 luglio 2009 - 18:19:00

Ancora una seduta ricca di trimestrali sui principali mercati azionari internazionali e Milano non fa eccezione: così  mentre a Wall Street tiene banco Mastercard, che sale del 7% abbondante dopo aver battuto le attese segnando un un utile netto di 349 milioni di dollari (2,67 dollari per azione) nel secondo trimestre dell’anno, contro una perdita di 747 milioni (5,70 dollari a titolo) di un anno prima e contro attese medie che parlavano di 2,42 dollari di utile per azione, a Piazza Affari sotto i riflettori finiscono nomi quali Telecom Italia Media, Sorin, Monrif, Indesit, Piaggio, Parmalat e Bulgari, che hanno presentato oggi le rispettive trimestrali.

Il balletto di cifre si è aperto fin da stamane con Parmalat, che però ha deluso le attese: la società guidata da Enrico Bondi pur confermando le previsioni sul 2009, ossia ricavi netti in crescita del 2%-4% e un Ebitda tra i 310 e i 320 milioni di euro, ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 247,8 milioni, in calo dai 425 milioni di un anno fa, nonostante l’incremento del fatturato netto (+2,6% a cambi e perimetro costanti) a 1,896 miliardi di euro. Un aumento delle vendite che però nasconde un calo di fatturato in Italia (505,6 milioni contro i 547,5 del primo semestre 2008) dovuto al “ribaltamento sui preziz di vendita di parte della riduzione di costo” del latte e al “calo dei volumi” per la crescente concorrenza subita dalle “private label”, in forte aumento in tempo di crisi dei consumi.

Se per Parmalat (in calo di due punti a Milano) non sono tutte rose e fiori, per Telecom Italia Media il bicchiere sembra mezzo pieno e la borsa premia il titolo con un rialzo superiore ad un punto percentuale. Nel semestre la controllata di Telecom Italia ha registrato ricavi consolidati pari a 111 milioni di euro (4,3 milioni in più di un anno prima) ed ha tagliato la perdita netta a 42,2 milioni di euro dai 55,4 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso.

Vicino al pareggio l’Ebitda, che riduce il rosso dell’80% a 4,2 milioni a fronte del taglio dei costi operato in modo particolare sul palinsesto di LA7 e in misura minore su quello di Mtv, ma le due emittenti registrano un differente andamento della raccolta pubblicitaria. Tiene, anzi migliora leggermente (+0,9%) quella di La7, che sale a 67,3 milioni di euro da inizio anno, mentre crolla del 21,7% quella di Mtv (a 30,8 milioni di euro), per il quale il processo di riduzione degli organici, fortemente contestato in queste settimane dai dipendenti del gruppo, è dunque destinato a proseguire.

Il futuro si chiama comunque digital content (l’Iptv), i cui ricavi raddoppiano dai 3,6 milioni del primo semestre 2008 ai 7,3 milioni attuali, mentre per quanto riguarda il digitale terreste il Cda ha preso atto che alla società “dovrebbero essere assegnate almeno tre reti derivanti dalla conversione delle reti digitali attualmente in esercizio e dalla conversione delle attuali reti analogiche”.

Non basta: Ti Media si sta infatti “adoperando per ottenere la quarta rete anche attraverso la gara di assegnazione del digital dividend, in corso di definizione”, mentre per l’operatore di rete (Timb, 22,1 milioni di euro di fattuato con un Ebitda di 7,2 milioni) “conclusa la prima fase del progetto” in cui Ti Media è stata assistita da Merrill Lynch, sono stati selezionati “potenziali acquirenti” che accederanno alla due diligence al termine della quale saranno presentate offerte vincolanti sulla cui base verranno aperte le trattative finali.

Ancora migliore l’accoglienza che Piazza Affari riserva a Piaggio: se Roberto Colaninno può aver qualcosa da recriminare per la gestione del caso Alitalia, che per la cordata di “capitani coraggiosi” capitanata dal finanziere mantovano ogni giorno che passa pare assomigliare sempre più a una sòla e sempre meno ad un affare, almeno i conti della casa di Pontedera sembrano dare qualche soddisfazione.

Perché certo, i ricavi del semestre calano a 795,6 milioni (furono 900,3 milioni nei primi sei mesi dello scorso anno) e l’Ebitda consolidato scende a 107,5 milioni (128,2 un anno prima). Ma il margine operativo lordo risale al 13,51% sul semestre (14,24% nel primo semestre 2008) grazie ad un balzo al 17,7% nel secondo trimestre (17,3% nel secondo trimestre 2008), segno che i conti iniziano a tornare. La posizione finanziaria netta migliora inoltre dai -359,7 milioni di fine dicembre a -348,9 milioni, con una generazione di cassa che da gennaio a fine giugno è risultata pari a 10,8 milioni e a fronte di un patrimonio netto di 402,4 milioni di euro (398,2 a fine dicembre scorso, 427,7 milioni a fine giugno 2008).

Come dire che anche le banche finanziatrici possono stare più tranquille, tanto è vero che nel corso del Cda lo stesso Colaninno ha informato che il gruppo ha siglato un accordo con Bnp Paribas-Bnl per la sindacazione di un finanziamento verso “un ristretto pool di banche”.  L’operazione, che consentirà a Piaggio di rifinanziare il debito a medio termine in scadenza entro fine anno, prevedeva originariamente un importo base di 70 milioni di euro ma è stato ampliato poi a 90 milioni su una durata di 36 mesi di cui 18 in pre-ammortamento, con un tasso d’interesse variabile agganciato all’Euribor con uno spread di 190 punti base e privo di garanzie reali.

A borsa chiusa giungono infine i numeri di Bulgari, ancora in deciso rosso ma che registrano un primo miglioramento rispetto ai tre mesi precedenti con un fatturato di 218,3 milioni di euro (in calo del 20,5% su base annua a cambi costanti), un Margine di contribuzione del 61,8% (63,9% nel secondo trimestre 2008) ed un risultato operativo in rosso di 8,2 milioni (dai 29 milioni di utile operativo di un anno prima).  Il risultato netto chiude in perdita per 11,2 milioni (31,4 milioni di utile netto nel secondo trimestre dello scorso anno), portando a 40,5 milioni il rosso da inizio anno.

Nel commentare i risultati l’amministratore delegato del gruppo, Francesco Trapani, ha sottolineato i risultati “particolarmente incoraggianti per la performance in crescita dei negozi a gestione diretta” che dimostrerebbero come il gruppo stia “sostanzialmente centrando” gli obiettivi di controllo dei costi, degli investimenti e del capitale circolante già annunciati. Dichiarazioni che sembrano piacere al mercato, che così premia il titolo nell’After Hours, dove l’azione Bulgari sfiora i 4,03 euro con una crescita del 4,7%.

Luca Spoldi

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