Trimestrali/Goldman Sachs fa una sgradita sorpresa a Wall Street, ora gli investitori puntano su Jp Morgan
Questa volta le trimestrali tradiscono Wall Street: dopo che qualche numero al di sotto delle attese da parte di Google, Texas Instruments e Ibm aveva già fatto crescere qualche perplessità sui listini, tocca a un "big" di Wall Street come Goldman Sachs sparare il "siluro" forse decisivo per archiviare ogni velleità di un'estate all'insegna del rialzo per i listini mondiali.
La celebre banca d'affari ha infatti chiuso il secondo trimestre dell'anno con un utile netto in calo a 613 milioni di dollari (78 centesimi per azione), a fronte di un giro d'affari di 8,84 miliardi, rispetto ai 3,29 miliardi di utile e 12,77 miliardi di ricavi dei primi tre mesi dell'anno, ovvero ai 3,44 miliardi di utile (4,93 dollari per azione) di un anno prima. Numeri che appaiono i più deboli dal quarto trimestre del 2008 e che sono molto lontani rispetto alle previsioni di consensus, che parlavano di un utile netto attorno agli 1,326 miliardi (1,99 dollari per azione) e ricavi pari a 8,94 miliardi.
A pesare pare il rallentamento dell'attività di trading, che aveva contribuito per l'80% circa all'utile di tre mesi or sono, come ha ammesso in una nota lo stesso numero uno Lloyd Blankfein parlando di una frenata dell'attività dovuta alla maggior incertezza dei mercati, ma sui conti ha pesato anche l'accordo da 550 milioni di dollari con cui la banca ha preferito chiudere una causa aperta contro di lei dalla Sec che le contestava alcune operazioni in conflitto d'interesse coi propri clienti nel campo dei derivati, nonché i 600 milioni di dollari di oneri fiscali pagati sui bonus erogati in Inghilterra.
Al netto di queste due componenti l'utile sarebbe apparso pari a 2,75 dollari per azione, comunque il minimo dalla fine del 2008 e se per alcuni gestori il prevedibile calo del titolo (in rosso di poco più dell'1% dopo le prime battute a Wall Street) potrebbe costituire una buona occasione per fare qualche acquisto e scommettere sulla banca d'affari ritenuta la più innovativa tra le regine di Wall Street, altri fanno notare che delle quattro "grandi" che hanno finora reso noti i propri conti (ossia Bank of America, Citigroup e Jp Morgan oltre a Goldman Sachs) la sorpresa più negativa è venuta proprio dall'istituto guidato da Blankfein.
Finora infatti tutte e tre le concorrenti avevano mostrato un miglioramento dei propri conti e della qualità del credito, anche se Bank of America proprio ieri era stata tolta dalla "convinction buy list" di Goldman Sachs perché rispetto alle rivali aveva mostrato un più limitato miglioramento della qualità dei crediti, mentre Moody's aveva sempre ieri migliorato l'outlook sulla forza finanziaria del gruppo Citigroup da "negativo" a "stabile" spiegando che la decisione rifletteva la rafforzata posizione in termini capitali del gruppo e il migliorato profilo di rischio.
La favorita degli analisti dopo questa tornata di trimestrali è però Jp Morgan, che ha visto l'utile netto crescere del 76% a 4,8 miliardi di dollari (1,09 dollari per azione) contro i 2,72 miliardi di un anno prima (28 centesimi per azione) e i 3,3 miliardi del trimestre precedente. Risultati a cui hanno contribuito i minori accantonamenti per rischi su mutui e carte di credito e che hanno lasciato sorpresi, stavolta positivamente, gli analisti che in media si attendevano in media 71 centesimi di utile per azione.
Luca Spoldi



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