Trimestrali/ Luce verde ai conti di Benetton e Bulgari, prudenza su Unipol e Immsi. A2A dietro la lavagna
Seduta apatica oggi a Milano, complici gli andamenti prudenti degli altri listini, mentre gli analisti sono impegnati a vagliare i dati che continuano ad arrivare incessantemente dai protagonisti della earning season autunnale di Piazza Affari.
Tra le blue chip italiane si mette in luce il titolo Benetton, che chiude la seduta in crescita del 3,8% circa, dopo aver annunciato ricavi netti di gruppo dei primi nove mesi 2009 pari a 1,49 miliardi di euro, in modesto calo (-2,8% in assoluto, -2,1 % a cambi costanti) rispetto al corrispondente periodo dello scorso anno. Bene anche il margine lordo industriale, pari ad 680 milioni, che si riduce in valore assoluto di 29 milioni ma che vede la marginalità (45,6% sui ricavi) risalire al netto dell’effetto cambi, al 47,3% del fatturato rispetto al 46,2% dei primi nove mesi del 2008.
Nonostante 22 milioni di oneri non ricorrenti legati alla riorganizzazione del gruppo il risultato operativo a cambi costanti resta di poco inferiore a quello dell’anno passato (170 milioni contro 175), mentre l’utile si riduce a 82 milioni (5,5% sui ricavi), rispetto ai 109 milioni di euro (7,1%) anche a causa dell’incremento nel tax rate di gruppo nel periodo. Stabile il debito, che così evidenzia una riduzione nell’assorbimento di cassa notato a fine anno e che viene visto in riduzione entro fine anno anche grazie a risparmi superiori alle attese iniziali che consentiranno una generazione di cassa favorevole.
Bene anche Bulgari, in crescita di circa l’1,3% a 5,99 euro per azione nonostante i primi nove mesi del 2009 abbiano visto i ricavi calare a 629,5 milioni euro rispetto ai 762,5 milioni dello stesso periodo del 2008 (-17,44%), mentre l’Ebitda è calato da 118,9 a 35,6 milioni, il risultato operativo è passato da +80,1 a -13,4 milioni e il risultato netto è stato negativo per 33,5 milioni rispetto ai 77,2 milioni di utili nei primi nove mesi dell’anno passato.
Nel solo terzo trimestre il fatturato ha tuttavia rallentato il calo (-9% ì a cambi correnti, -14,4% a cambi comparabili) attestandosi a 233,2 milioni, mentre l’Ebitda è passato da 42,6 a 35,9 milioni, l’utile operativo si èp ridotto da 29,2 a 18,6 milioni e l’utile netto è sceso da 23 a 7 milioni euro, confermando il 2graduale miglioramento” che Bulgari sta registrando su tutti i mercati mondiali, “un trend generale che sta continuando anche nel trimestre in corso e che ci auguriamo prosegua nei prossimi mesi” ha commentato l’amministratore delegato del gruppo romano, Francesco Trapani.
Unipol Gruppo Finanziario ha invece chiuso in calo di circa mezzo punto in attesa della trimestrale, diffusa dopo la chiusura della sessione regolare e che evidenzia un utile netto consolidato pari al 30 settembre a 31 milioni di euro, in netto calo rispetto ai 201 milioni realizzati nei primi nove mesi del 2008. Il dato, spiega la compagnia bolognese, risente del peggioramento dell’andamento tecnico dei Rami Danni a causa del difficile contesto economico. Il combined ratio non Vita è infatti salito al 104,7% dal 98,1% di fine settembre 2008.
In parallelo la raccolta dei Rami Danni è calata a 3.012 milioni (-1,9%), mentre quella del Ramo Vita è salita a poco più di 4 miliardi di euro, con una crescita del 67%, nonostante che al suo interno i premi dei fondi pensione appaiano in calo del 2,2% a 310,2 milioni. Tra gli altri risultati, Ugf Banca torna in utile di 9,9 milioni (dopo la perdita record di 27,1 milioni segnata nei primi nove mesi del 2008). Per l’intero 2009 la compagnia prevede un risultato complessivo “comunque positivo”.
Sottotono anche la giornata di Immsi: il titolo della holding di Roberto Colaninno cede lo 0,6% chiudendo a 0,92 euro per azione la seduta, dopo aver comunicato a metà pomeriggio di aver chiuso il terzo trimestre del 2009 con utili e ricavi netti in calo (5,23 milioni contro i 6,29 milioni di un anno prima e 402 milioni contro 427 milioni rispettivamente), ma con margine operativo lordo in crescita da 49,39 a 61,40 milioni.
Sui nove mesi Immsi registra così ricavi netti consolidati per 1.264,9 milioni, un Ebitda di 162,3 milioni (dai 169,7 milioni nei primi nove mesi del 2008), con un’incidenza sui ricavi netti in crescita dal 12,1% al 12,8% e un utile netto consolidato di 9,6 milioni (rispetto ai 32,6 milioni registrati nei primi nove mesi del 2008).
Decisamente poco brillante anche la giornata di A2A, il cui titolo cede a fine giornata lo 0,85% a 1,28 euro per azione. La società ha fatto sapere di aver chiuso i primi nove mesi dell’anno con un utile di 2 milioni di euro nonostante l’impatto negativo (244 milioni di euro) connesso a due provvedimenti legislativi aventi come finalità il recupero degli “aiuti di Stato” che secondo la Commissione Ue sarebbero stati introdotti a metà anni Novanta dalle leggi italiane per accelerare la privatizzazione del settore dei servizi di pubblica utilità. In assenza di tali provvedimenti l’utile sarebbe risultato in crescita del 3,4% pur a fronte di ricavi in calo dell’1,4% a 4.304 milioni di euro.
Quanto all’immediato futuro, A2A prevede che l’ultimo trimestre dell’anno beneficerà del consolidamento della centrale termoelettrica di Monfalcone e del nucleo idroelettrico della Calabria (asset portati in dote da E.ON Produzione Spa), nonché del contributo della nuova centrale termoelettrica di Gissi (Ch), entrata in esercizio commerciale a inizio anno. Fattori positivi che contribuiranno a compensare il venir meno degli effetti del contributo CIP 6/92 relativo alla produzione elettrica del termovalorizzatore di Brescia e il più marcato calo della marginalità sui mercati dell’energia elettrica, ha aggiunto A2A.



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