Trimestrali/ Intesa vince la sfida. UniCredit: utili in calo
A pesare sui conti di UniCredit vi sono poi accantonamenti per rischi e oneri (377 milioni contro i 179 milioni di un anno prima) e rettifiche nette su crediti e su accantonamenti per garanzie e impegni schizzate a 6.245 milioni (2.372 nei primi nove mesi 2008, +163,3%) ed equivalenti ad un costo del rischio di 141 punti base. Passera in questo caso ha "spesato" da inizio anno solo 198 milioni di accantonamenti netti a rischi e oneri (comunque in crescita del 28,6% rispetto ai 154 milioni segnati a fine settembre 2008) assieme a 2.637 milioni di rettifiche nette su crediti (cresciute sì rispetto ai 1.567 milioni di un anno prima, m a "solo" del 68,3%).
Il risultato della più marcata pulizia in bilancio svolta da UniCredit fa sì che l'utile per azione cumulato da inizio anno sia crollato a 11 centesimi (contro i 30 dei primi nove mesi del 2008), nonostante un cost/income sceso al 54,5% (dal 60,2%). Intesa Sanpaolo, che partiva dallo stesso dato in termini di utile netto per azione lo scorso anno (30 centesimi) ha limitato i danni (18 centesimi per azione nei primi nove mesi del 2009) nonostante un cost/income risalito al 52% rispetto al 51% del 2008 ma ancora migliore di quello del concorrente.
Numeri che confermano come nel settore finanziario e del credito in particolare le "sorprese" siano sempre molto relative e come le strategie che il management mette in atto in situazioni di crisi non siano altro che la risposta a precedenti decisioni ed errori strategici, nel caso di UniCredit quello di aver puntato forse eccessivamente o con un timing poco felice sulla crescita degli attivi senza badare alla qualità di quanto si andava acquisendo in Italia e in Europa.
Per questo ora Profumo deve dimostrare costantemente e più di Passera di essere in grado di correggere la rotta, anche al prezzo di minori utili di periodo. La strategia funzionerà? Per il momento sembrerebbe di sì, anche se il mercato resta prudente e potrebbe a breve continuare a premiare Intesa Sanpaolo: il patrimonio netto di UniCredit al 30 settembre era infatti risalito a 59,30 miliardi di euro (54,999 un anno prima, +7,8%), come pure gli indici di solvibilità col Core Tier 1 Ratio al 7,55% (dal 6% di fine 2008), il Tier 1 ratio all'8,39% ed il Total Capital Ratio al 12,08% (dal 10,64%).



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