Trimestrale/ Dopo l'exploit di Axa di ieri, Allianz delude le attese, Generali promossa con riserva
Generali stabile a Piazza Affari, in una seduta contraddistinta da un'alternanza di nuovi crolli e rimbalzi a razzo, dopo che in una nota il colosso triestino ha annunciato di aver chiuso il primo semestre dell'anno con un risultato operativo Danni pari a 799 milioni di euro (+36,3%) ed un Combined ratio che migliora di 2,3 punti percentuali a 96,5% (98,8% a fine giugno 2010). Il risultato operativo Vita sale a sua volta a 1,7 miliardi (+6,1%) e il risultato finanziario a 211 milioni (+3,8%), spinto dallo sviluppo del private banking nel Far East.
I premi Danni crescono a 12 miliardi (+2%), grazie allo sviluppo delle linee auto e retail, mentre i premi vita calano a 23,8 miliardi (-9,5%). Il valore della nuova produzione vita cresce tuttavia a 525 milioni (+7,3% a termini omogenei) con un miglioramento dei margini al 20,9% (17,8% a fine giugno 2010).
Nel complesso il risultato operativo appare in crescita a 2,4 miliardi (+12,7%) ed appare migliore delle attese, mentre l'utile netto si riduce a 806 milioni (dagli 873 del primo semestre 2010), al di sotto delle stime, dopo svalutazioni nette sui titoli greci e sulla partecipazione in Telco per 283 milioni di euro.
La prima reazione del titolo era stata improntata a un rimbalzo, ma sono poi subentrate alcune preoccupazioni legate all'impatto della crisi finanziaria in atto, che secondo la stessa compagnia, che pure ha confermato la guidance e gli obiettivi per il 2011 (margini operativi danni e vita in crescita, utile operativo di 4-4,7 miliardi a fine anno), non esclude eventuali ulteriori impatti sui conti. L'esposizione netta ai bond di Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, del resto, a fine giugno era ancora pari a 3,1 miliardi di euro di cui la parte consistente è rappresentata dalla Spagna (1,9 miliardi), seguita da Portogallo (0,6 miliardi), Grecia (0,4 miliardi al netto delle svalutazioni) e Irlanda (0,3 miliardi).
Se Trieste è prudente, Allianz fatica ad essere ottimista, col titolo in netto calo a Francoforte (dove l'azione è arrivata a cedere oltre il 4% prima di ridurre il calo nel pomeriggio) subito dopo aver annunciato che il secondo trimestre ha visto l'utile netto della compagnia calare dell'8,2% a un miliardo di euro, a causa delle svalutazioni del debito greco per 326 milioni di euro. Deludente è apparso anche l'utile operativo, pari a 2,3 miliardi, in linea col risultato dello stesso periodo del 2010.



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