Credito/ Trichet non tocca i tassi e preannuncia un’ulteriore mini stretta sui tassi della Bce: a luglio si salirà all’1,5%
Tutto fermo come previsto sia in casa BoE sia Bce: la Bank of England ha infatti confermato stamane il tasso guida sulla sterlina allo 0,5% (e le misure di riacquisto di titoli di stato ferme a 200 miliardi di sterline), senza alcuna variazione rispetto alla situazione ex ante, mentre la Banca centrale europea ha lasciato inalterati il tasso di riferimento sull’euro (all’1,25%) confermando inoltre anche il tasso marginale (2%) e quello sui depositi (0,5%).
Ma, anche in questo caso rispettando le previsioni del mercato, nella successiva conferenza stampa il numero uno di Eurotower (che ad ottobre lascerà la poltrona di presidente all’italiano Mario Draghi), il francese Jean-Claude Trichet, ha fatto capire che l’istituto centrale europeo è pronto ad aumentare ai primi di luglio di un altro 0,25% il costo del denaro, portandolo all’1,5% come già scontano i tassi a termine.
Secondo Trichet, infatti, continua ad essere necessario mantenere una “forte sorveglianza” contro l’inflazione e a tal scopo la Bce “agirà in modo fermo e in tempo adeguato”, dato che la crescita, secondo il banchiere, continua a ricevere una “spinta positiva” che finisce col far pendere la bilancia dei rischi più sul piatto della possibile inflazione che non della decelerazione.
Gli esperti di Eurotower, ha aggiunto Trichet, hanno infatti aggiornato le proprie stime e prevedono ora una crescita di Eurolandia tra l’1,5% e il 2,3% nel 2011 e fra lo 0,6% e il 2,8 l’anno venturo, mentre tre mesi or sono le stime indicavano una crescita rispettivamente dell’ 1,3% - 2,1% per il 2011 e dello 0,8% - 2,8% per il 2012. La sostanza non cambia di molto ma sembra di capire che il secondo semestre dell’anno in corso potrebbe riservare qualche sorpresa positiva per il Pil dell’area dell’euro.
Tuttavia, ha concesso Trichet, la Bce continuerà a fornire alle banche liquidità illimitata attraverso le aste trimestrali e “a rubinetto” anche attraverso le aste settimanali e mensili e questo è bastato per vedere l’euro perdere ulteriormente terreno contro il dollaro, consolidando una tenenza già emersa fin da martedì sera quando Ben Bernanke, numero uno della Federal Reserve, aveva a sua volta fatto capire che il tempo delle misure straordinarie di sostegno all’economia, nonostante il rallentamento ciclico in corso, sta volgendo al termine anche negli Stati Uniti e dunque dopo due piani di “quantitative easing” (che hanno portato la Fed a riacquistare a piene mani titoli di stato americani) non vi sarà alcun “QE3”.
Luca Spoldi



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