Tremonti, il ministro povero
Di Giuseppe Morello
Non c'era da aspettare la pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi del 2009 (relativa al 2008) di parlamentari e ministri per scoprire che è Berlusconi il più ricco di tutto il cucuzzaro con i suoi 23 milioni di euro.
Curioso notare che anche da punto di vista fiscale, non solo politico, è Di Pietro, tra i leader di partito, quello che sta più alle costole del premier, sebbene la cifra al confronto sia da mendicante: solo 193mila euro, 25mila in meno rispetto all'anno precedente. In generale comunque all'opposizione si perde reddito: accade a Bersani (150mila, contro i 163mila del 2008) e a Casini (calato da 142mila a 123mila); mentre nella maggioranza l'imponibile tende ad aumentare come per Bossi (156mila), Fini (142mila) e Schifani (190mila).
Che qualcosa stesse cominciando ad andare storto, Bertolaso lo avrebbe dovuto intuire già dalla sua dichiarazione dei redditi, crollata da oltre 1 milione di euro ai "soli" 613mila del 2009. Ma la dichiarazione più sorprendente arriva dal ministro dell'Economia Tremonti, l'uomo nelle cui mani sono custoditi i miliardi della finanza pubblica per il 2008 dichiara un imponibile di 39mila euro, contro i 4 milioni e mezzo dell'anno precedente.
Forse Tremonti per aggiustare i conti pubblici ce li ha messi di tasca sua? No, pare che il suo reddito fosse di 176mila euro, ma il ministro ha iscritto un credito di imposta di 70mila euro, in pratica aveva un credito con se stesso e ne ha usufruito. E poi non dimentichiamo che, come ha detto ironicamente il senatore Migliore, Tremonti è "un ministro del tesoro che ogni italiano vorrebbe come proprio commercialista".



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