Pil, Tremonti facce sognà
Lunedì, 1 marzo 2010 - 17:40:00
Di Giuseppe Morello
I sondaggi dicono che la fiducia degli italiani nelle istituzioni è calante, et pour cause. Basta una panoramica sui temi che hanno affollato la scena politica per farsi cadere le braccia: tangenti, parlamentari coinvolti in riciclaggio, appalti poco chiari, conflitto tra magistratura e politica.
Nella prima fase del suo mandato il governo si era mosso bene, risolvendo alcune emergenze e mettendo mano ad alcune riforme importanti. Sul fronte economico in particolare Tremonti si è mosso come ha potuto e come i conti pubblici gli hanno permesso, evitando che l'Italia pagasse un prezzo troppo alto alla crisi. Ma ora tutto questo non è più sufficiente: gli ultimi dati sul Pil del 2009 (-5%), sulla crescita della pressione fiscale (43,2%) e soprattutto sulla disoccupazione (2 milioni a gennaio), sono allarmanti e richiedono al governo di riprendere la spinta riformatrice iniziale che di recente si è affievolita.
Tra le tante cause pesa certamente l'imminenza delle elezioni regionali, che ha paralizzato tutti come giocatori di "Un, due, tre, stella!". Nel frattempo, nella maggioranza hanno cominciato a insorgere spinte centripete che ne hanno screziato la compattezza iniziale. È il caso di Fini, che sta giocando una partita tutta sua; è il caso di Pisanu, che flirta con Fini e Casini; ed è infine il caso delle lotte intestine nel Pdl intraviste con lo scandalo Bertolaso.
Passate le regionali, il governo avrà tre anni davanti senza altre elezioni intermedie. Vorremmo che ritrovasse lo spirito degli esordi e li sfruttasse fino in fondo, perché è l'unica ricetta per ridare fiducia agli italiani e perché i dati economici richiedono una risposta urgente.
giuseppe.morello@affaritaliani.it
I sondaggi dicono che la fiducia degli italiani nelle istituzioni è calante, et pour cause. Basta una panoramica sui temi che hanno affollato la scena politica per farsi cadere le braccia: tangenti, parlamentari coinvolti in riciclaggio, appalti poco chiari, conflitto tra magistratura e politica.
Nella prima fase del suo mandato il governo si era mosso bene, risolvendo alcune emergenze e mettendo mano ad alcune riforme importanti. Sul fronte economico in particolare Tremonti si è mosso come ha potuto e come i conti pubblici gli hanno permesso, evitando che l'Italia pagasse un prezzo troppo alto alla crisi. Ma ora tutto questo non è più sufficiente: gli ultimi dati sul Pil del 2009 (-5%), sulla crescita della pressione fiscale (43,2%) e soprattutto sulla disoccupazione (2 milioni a gennaio), sono allarmanti e richiedono al governo di riprendere la spinta riformatrice iniziale che di recente si è affievolita.
Tra le tante cause pesa certamente l'imminenza delle elezioni regionali, che ha paralizzato tutti come giocatori di "Un, due, tre, stella!". Nel frattempo, nella maggioranza hanno cominciato a insorgere spinte centripete che ne hanno screziato la compattezza iniziale. È il caso di Fini, che sta giocando una partita tutta sua; è il caso di Pisanu, che flirta con Fini e Casini; ed è infine il caso delle lotte intestine nel Pdl intraviste con lo scandalo Bertolaso.
Passate le regionali, il governo avrà tre anni davanti senza altre elezioni intermedie. Vorremmo che ritrovasse lo spirito degli esordi e li sfruttasse fino in fondo, perché è l'unica ricetta per ridare fiducia agli italiani e perché i dati economici richiedono una risposta urgente.
giuseppe.morello@affaritaliani.it



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