Casi e casini di borsa/ Tod’s in affanno, pesano il giudizio di Ubs e il prossimo arrivo di Ferragamo
Tod’s in difficoltà nel giorno in cui l’attenzione degli operatori a Milano è tutta per la Grecia e i referendum italiani, con banche e titoli delle rinnovabili in rialzo mentre perdono terreno le utilities e i titoli del gruppo Berlusconi. A muovere il titolo del gruppo marchigiano, in calo a metà seduta di circa 2 punti percentuali, pare essere da un lato la decisione di Ubs di limare il target, da “buy” (acquistare) a “neutral”, nonostante un ritocco all’insù non trascurabile del prezzo obiettivo, a 96 euro per azione (il 17% in più dell’indicazione precedente di 82 euro, cui era stato alzato lo scorso 23 novembre il target price sino ad allora pari a 65 euro per azione), dall’altro il prossimo sbarco di Ferragamo sul listino di Milano. 
Diego Della Valle e Gwyneth Paltrow
Gli esperti elvetici restano “molto fiduciosi circa i risultati dei prossimi trimestri” di Tod’s, mentre sono più scettici riguardo l’upside (giudicato “limitato”) a medio termine del titolo, che del resto ha già corso molto negli ultimi dodici mesi (+65% abbondante), mentre da un mesetto a questa parte continua a perdere terreno (-11,6% senza contare i risultati odierni). La sensazione è insomma che Tod’s abbia per ora dato tutto quel che poteva in termini borsistici, con una curva dei suoi rendimenti prossima alla saturazione.
Chi vuole puntare sul lusso a questo punto potrebbe anzi preferire prendere profitto e far spazio in portafoglio ad altri titoli, da Prada (che però essendosi quotata sul listino di Hong Kong non può essere acquistata direttamente da investitori retail italiani) a Ferragamo, che ha dato avvia stamane ad un’Ipo con la quale, se non ci saranno clamorose retromarce (come invece avvenuto ancora di recente per Rihag e Moncler) , potrebbe raccogliere circa 400 milioni di euro, cifra che salirebbe sui 442 milioni ove fosse interamente esercitata l’opzione di over allotment sui prezzi massimi della forchetta indicativa, provvisoriamente fissata in 8-10,5 euro per azione, per una valutazione teorica massima dell’azienda di 1,77 miliardi di euro.
A quei livelli peraltro Ferragamo tratterebbe 24,4 volte gli utili attesi quest’anno (Banca Imi, impegnata nel collocamento, parla di un utile netto che potrebbe toccare quota 72,6 milioni a fine anno per poi salire a 86,9 milioni l’anno venturo), contro un multiplo di 18 volte gli utili attesi di Lvmh e le 20 volte circa di Tod’s ai prezzi attuali (85,35 euro, contro un utile netto previsto a fine 2011 attorno ai 4,25 euro per azione). L’impatto di Ferragamo sull’andamento di Tod’s (ma anche di Geox, stamane poco sotto i livelli di venerdì a fronte di un multiplo prezzo/utile atteso 2011 attorno a 22,7) appare dunque limitato, mentre più diretto sembra quello della “bocciatura” da parte di Ubs, che potrebbe pesare ancora per qualche seduta.
Luca Spoldi



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