"Tensioni sociali? Dipende dal governo". Cgil, Cisl e Uil rispondono a Monti

Domenica, 1 gennaio 2012 - 14:05:33
monti camusso

I leader confederali d'accordo sul rischio di conflitti nell'attuale fase di crisi. Camusso (Cgil): "La recessione avrà un impatto duro sull'occupazione". E Bonanni (Cisl): "Dipenderà tutto dal comportamento del governo"

Cgil - C'è un "rischio reale" di tensioni sociali crescenti nei prossimi mesi e va contrastato con un piano per il lavoro, la vera emergenza. Lo sostiene il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Nei prossimi mesi - sottolinea - la recessione avrà un impatto duro sull'occupazione e sui redditi. Il rischio che cresca il conflitto sociale man mano che cresce la disuguaglianza è reale". "Anche per questo - afferma il leader della Cgil - è meglio che il governo abbia più coraggio di quanto ne ha avuto finora e apra un confronto esplicito e costruttivo con le parti sociali sui temi della crescita e dell'occupazione. Noi vogliamo confrontarci sulla crescita del Paese, e per noi crescita vuol dire creare nuove occasioni di lavoro per giovani e donne e lavori meno instabili e precari per tutti".

Cisl - "Il discorso franco e di alto profilo del presidente della repubblica Napolitano e' un incoraggiamento per il sindacato a proseguire su una linea riformatrice di accordi tra le parti sociali per stimolare la crescita e la stabilita' dell'occupazione, con aumenti del salario legati alla maggiore produttivita'". E' il commento del segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni al discorso del Capo dello Stato Giorgio Napolitano. "Speriamo che tutti facciano tesoro delle parole del capo dello stato a cominciare dal Governo che deve accompagnare questo necessario processo di riforme del lavoro senza forzature ed atti unilaterali. Solo con la concertazione ed il dialogo sociale - afferma Bonanni - si possono affrontare i problemi gravi del paese, distribuendo il peso dei sacrifici.Ma come ha ricordato il capo dello stato occorre soprattutto equita' nel rigore, a cominciare proprio da una riforma fiscale che faccia finalmente pagare tutti i cittadini italiani in base ai guadagni effettivi ed ai reali patrimoni immobiliari e mobilari. Su questa grande sfida della riforma fiscale, della lotta all'evasione e al malaffare, sollecitata da Napolitano attendiamo alla prova il Governo Monti e le forze parlamentari italiane. In troppi sul tema del fisco hanno fatto finora orecchie da mercante".



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