Telecom/ I Benetton dicono addio. "Cessione quota entro metà del 2010"
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Assicurazioni Generali, Intesa Sanpaolo, Mediobanca e Telefonica due giorni fa avevano ribadito di aver “assunto l’impegno, sulla base delle più appropriate forme tecniche, a rifinanziare pro-quota rispetto alla propria partecipazione al capitale, l’intero debito finanziario di Telco in scadenza” (pari a 2,705 miliardi di euro, ma l’esborso si ridurrà verosimilmente grazie al lancio di un bond) e per quanto riguarda la quota di debiti spettante a Sintonia (sinora socia di Telco all’8,4%, dunque titolare pro-quota di circa 300 milioni di euro di debito) avevano precisato che la stessa “verrà trasferita alla medesima nell’ambito dell’uscita di Sintonia da Telco, da realizzare possibilmente entro fine 2009”.
| JV per Autogrill/ Alpha, divisione in-flight del Gruppo Autogrill, e Journey Group, societa' inglese di servizi in-flight e logistica, hanno siglato una joint-venture per la gestione delle attivita' operative a supporto dei servizi di catering a bordo delle compagnie aree dell'aeroporto di London Heathrow. L'accordo, si legge in una nota, prevede la costituzione della nuova societa' Alpha-Airfayre Ltd (51% Alpha; 49% Journey Group), al cui interno confluiranno le attivita' operative di Alpha Flight UK e di Air Fayre, controllata da Journey Group, nell' aeroporto di London Heathrow. La nuova unita' sara' dedicata alla preparazione e fornitura di circa 30.000 pasti al giorno, destinati a 18 compagnie aeree internazionali all'interno dello scalo londinese, per un fatturato stimato di oltre 70 milioni di sterline all'anno. |
Una volta uscita da Telco, Sintonia cederà “pian pianino” i suoi oltre 388 milioni di azioni Telecom Italia sul mercato “sicuramente entro la prima metà del 2010”. Di conseguenza la presa di Telco sull’ex monopolista telefonico italiano si ridurrà dunque dall’attuale 24,5% al 22,5%, una prospettiva di maggiore contendibilità che per ora non salva il titolo dalla lettera, tanto che a metà mattinata l’iniziale guadagno di circa mezzo punto si tramuta in un calo di pari ampiezza col titolo che oscilla a 1,10-1,11 euro per azione.
Un valore pari alla metà di quello iscritto in bilancio da Telco (2,2 euro per azione) che certamente i Benetton sperano di poter veder salire nei prossimi mesi, mercati permettendo, per ridurre la minusvalenza da iscrivere in bilancio. Ma se qualcuno credeva che il gruppo che in Italia controlla Atlantia, Autogrill e ha partecipazioni importanti in Impregilo (tramite Igli), AdR (attraverso Gemina) e in Eurostazioni (socia al 40% di Grandi Stazioni, società che controlla i 13 principali scali ferroviari italiani) possa restare ancora tra i soci di Telecom Italia a causa della quotazione del titolo, si sbagliava.
“E’ escluso” ha precisato al riguardo lo stesso Gilberto Benetton, aggiungendo “lo sanno i nostri soci”; se passerà ancora qualche mese è perché il meccanismo per l’uscita da Telco “si sta studiando. Non abbiamo ancora le idee chiare su come fare”. Ma ormai il dado è tratto e non saranno problemi procedurali né contabili, tanto meno invocazioni “patriottiche” a far cambiare idea agli ex alleati di Marco Tronchetti Provera.
Il “nocciolino duro” è avvisato, ora la palla passa agli spagnoli di Telefonica da un lato e a chi, come Mediaset, potrebbe avere interesse a procedere ad una fusione in grado di rilanciare il proprio futuro industriale, magari dopo lo scorporo di una rete che in futuro dovrà essere rinnovata a colpi di fibra ottica, quella stessa fibra ottica sulla quale per ora il governo non trova modo di confermare gli stanziamenti inizialmente annunciati. Per ora queste sono solo voci di corridoio e fantaborsa, in futuro si vedrà, di certo ai Benetton il discorso non interessa più.
Luca Spoldi



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