Telecom/ Rumors: in arrivo investitori arabi. Vola il titolo
Vola il titolo Telecom, in controtendenza, a Piazza Affari dopo le indiscrezioni sul piano industriale che dovrebbe prevedere la creazione di una società ad hoc per una parte della rete e i rumors di un interesse di investitori istituzionali arabi. A fine giornata le azioni della compagnia telefonica guidata da Franco Bernabè hanno portato a casa un guadagno dell'1%. Ma hanno fatto segnare anche rialzi di quasi 3,5 punti percentuali. 
Franco Bernabè
Insomma, tra rumors di mercato, ipotesi giornalistiche, mezze smentite e gli auspici del presidente dell'Autorità di settore è ormai opinione diffusa che per Telecom Italia qualcosa in pentola bolla per davvero. Secondo Corrado Calabrò l'azienda non ha le risorse necessarie per realizzare le reti di nuova generazione necessarie per lo sviluppo del sistema di telecomunicazioni.
Questo è il viatico per la creazione di quella società ad hoc per la rete di cui si parla da tempo, alla quale dovrebbero partecipare soggetti industriali e finanziari con l'obiettivo di non lasciare l'ex monopolista solo davanti a un investimento insostenibile.
Sono in molti a scommetere che una decisione in questo senso potrebbe arrivare già nella riunione del cda del 25 settembre prossimo. Peraltro l'ipotesi di una società ad hoc per la realizzazione della rete e' stata avanzata proprio ieri davanti alla Commissione Trasporti della Camera sia dal presidente dell'Autorità per le tlc, Corrado Calabrò, che da quello dell'Antitrust, Antonio Catricalà. Entrambi gli organismi di controllo, come noto, spingono da tempo in due direzioni: da una parte la tutela della concorrenza e l'apertura delle infrastrutture a tutti gli attori presenti sul mercato in un'ottica di attenzione ai prezzi e ai consumatori; dall'altra la spinta agli investimenti soprattutto per le nuove reti (si parla di una cifra tra 8 e 15 miliardi di euro), indispensabili per non far crescere il divario che già separa l'Italia dagli altri paesi avanzati.
Anche le indiscrezioni di stampa, che Telecom Italia in una nota definisce appunto "solo ipotesi giornalistiche" senza peraltro smentirle, vanno in quella direzione: il management del gruppo, nonostante la resistenza di Telefonica, sarebbe intenzionato a procedere con lo scorporo della rete e la creazione di una nuova società in cui far entrare altri investitori, magari anche con la quotazione a Piazza Affari, da cui partire proprio per la realizzazione della nuova infrastruttura.
La logica dell'operazione, in ogni caso, sarebbe puramente finanziaria. E sempre sul fronte finanziario, ma in questo caso per controbilanciare il peso degli spagnoli ed evitare che Telefonica cresca ancora nel capitale mettendo a rischio l'italianità del gruppo a cui Palazzo Chigi tiene moltissimo e che è stata ribadita lunedì sera da Silvio Berlusconi ospite di Bruno Vespa, Bernabè potrebbe aprire la porta ad altri investitori, come i fondi sovrani arabi o la libica Libyan Foreign Bank che - secondo indiscrezioni - potrebbe acquisire inizialmente una quota del 2/3% della societa telefonica italiana. Ma c'è chi si spinge a ipotizzare addirittura un investimento Libico di 3 miliardi.
Escluso ancora una volta il coinvolgimento di Mediaset: "Siamo sempre lì... non si può, non ci interessa", ha ripetuto il presidente Fedele Confalonieri



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