Telco/ Patto rinnovato per 3 anni senza i Benetton
Il patto di sindacato di Telecon Italia e' stato rinnovato per tre anni senza la partecipazione della Sintonia dei Benetton. 
Gilberto Benetton
Lo annuncia un comunicato congiunto dei soci in cui si spiega che dopo la decisione di Sintonia di richiedere la scissione, gli altri soci di Telco (Mediobanca,Intesa Sanpaolo, Assicurazioni Generali) ''hanno concordato sin d'ora il rinnovo dello Shareholders' Agreement per 3 anni, e cioe' sino al 27 aprile 2013, ai termini e condizioni vigenti, con facolta' di richiedere la disdetta del patto e la relativa scissione alla scadenza mediante comunicazione da inviare tra l'1 ottobre ed il 28 ottobre 2012''.
I soci, prosegue la nota, ''hanno altresi' concordato che ai fini dell'uscita di Sintonia potranno prendere in considerazione, d'intesa con la stessa Sintonia, forme tecniche diverse dalla scissione, fermo restando il comune obiettivo di completare l'uscita nei minori tempi tecnici, possibilmente entro fine novembre''.
Come gia' anticipato Sintonia ha esercitato la facolta' di richiedere la scissione della propria quota, che corrisponderebbe a un 2% di Telecom.
Il patto Telco era stato sottoscritto il 28 aprile 2007 tra Telefonica, Generali, Intesa, Mediobanca e Sintonia, con scadenza il 27 aprile 2010.
Il rinnovo del patto Telco con l'uscita del gruppo Benetton "sembra non tenere il alcuna considerazione le esigenze di rilancio di Telecom Italia": e' quanto sostiene Franco Lombardi, presidente di Asati, l'associazione dei piccoli azionisti di Telecom Italia. Secondo Lombardi il rinnovo del patto "appare una operazione di 'scambio e compensazione di interessi' tra soci di controllo, ove l'obiettivo della crescita di valore di Telecom Italia a vantaggio di tutti gli azionisti rimane una mera esercitazione retorica".
Uno scenario, prosegue l'Asati confermato dall'uscita dal patto del Gruppo Benetton, "che in quanto 'semplice investitore' senza interessi nelle telecomunicazioni, ne' nel credito, non avrebbe probabilmente trovato interessi compensativi rispetto ai maggiori rischi di una permanenza in Telco". Asati invita i "vertici ed il cda di Telecom Italia ad astenersi dall'assumere decisioni potenzialmente lesive degli interessi e dello sviluppo della societa' in conseguenza del conflitto di interessi di Telefonica ed a sottoporre all'assemblea dei soci ogni decisione sulla dismissione di ulteriori assets del Gruppo".



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