Crisi/ La Svizzera dice no ai bond portoghesi
La Banca centrale svizzera non accettera' i bond governativi portoghesi come collaterale nelle operazioni di liquidita' per almeno 12 mesi. Lo ha confermato alla Dow Jones Newswires un portavoce dell'istituto centrale elvetico dopo le indiscrezioni riportate dal quotidiano portoghese Journal de Negocios, sottolineando che solo "i titoli che soddisfano requisiti stringenti in relazione al rating sul credito e alla liquidita' sono accettati come collaterale". Solo due giorni fa la Banca centrale svizzera ha deciso di non accettare piu' i bond governativi irlandesi come collaterale nelle operazioni di liquidita'.
Intanto un richiamo chiaro arriva da Francoforte. La Bce non "agira' al posto di governi irresponsabili". Lo sostiene il numero uno dell'istituto di Francoforte, nel suo primo discorso ufficiale del 2011, tenuto a un convegno del partito conservatore bavarese.
Secondo Trichet i politici non hanno fatto abbastanza per stabilizzare la crisi del debito europeo e, poiche' il "gap competitivo" tra i paesi europei si e' ampliato, cio' significa che i problemi per l'Europa continueranno. Nel parlare di gap competitivo Trichet si riferisce in particolare al fatto che, mentre la Germania ha imboccato la strada del surplus di bilancio, altri paesi, come in particolare Irlanda, Grecia, Portogallo e Spagna, tendono ad ampliare i loro deficit pubblici.
L'attuale piano di acquisto di bond governativi europei e' in atto e non sono previsto cambiamenti nella fase attuale. Il programma di acquisto dei bond e' stato varato per fronteggiare la crisi del debito europeo e la Bce sta focalizzando la sua azione soprattutto per aiutare Irlanda, Grecia e Portogallo. "Il Programma e' in corso e non nuovi messaggi da dare" dice Trichet. "Occorre rafforzare considerevolmente - aggiunge - l'unione economica europea, con una governance appropriata per le politiche di bilancio e piu' in generale per le macro politiche".



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