Susanna Camusso, la first lady della Cgil
Lunedì, 20 settembre 2010 - 08:04:00
![]() Susanna Camusso |
Dal 20 settembre Susanna Camusso è il leader "in pectore" della Cgil.
Succede a Guglielmo Epifani alla guida del più grande sindacato italiano, anche se la nomina ufficiale arriverà solo il 3 novembre, secondo le procedure. La risposta operaia alla Confindustria di Emma Marcegaglia. Un segno positivo per l'Italia, dove le donne ai posti di comando si devono cercare col lanternino. Anche se c'è chi ha sottolineato che è stata eletta perché non si trovava un giovane. Ma pur sempre femmina è.Di anni ne ha 55 ed effettivamente sarà il più anziano segretario generale dopo Bruno Trentin. Però è anche la prima donna alla guida di un'associazione operaia maschile per definizione. Proprio lei, che si dichiara una femminista convinta. Camusso è cresciuta in una famiglia di piccole donne: erano in quattro sorelle, con un padre socialista e direttore editoriale Mondadori.
Alle spalle una famiglia, appartenente alla buona borghesia meneghina, che aveva vissuto lo sterminio dei campi di concentramento. Perciò la giovane Susanna è cresciuta con la consapevolezza che nella vita "dovevamo camminare sulle nostre gambe, studiare e guadagnarci un lavoro". Tanto è vero che se n'è andata presto di casa perché aveva voglia di crescere. Il suo impegno come sindacalista inizia prestissimo, a vent'anni, durante gli studi per la laurea in archeologia (che non conseguirà) all'Università Statale. Seguono trentacinque anni di militanza, mai da comunista, e anche questa è una piccola rivoluzione per la Cgil. Sergio Cofferati l'ha portata alla segreteria lombarda, Guglielmo Epifani a quella confederale nel 2008, facendola già studiare da leader.
Ora la attendono otto anni di lavoro e sei milioni di iscritti, in un periodo economico durissimo. Ma soprattutto tante donne aspettano da lei un segnale per continuare quella rivoluzione delle pari opportunità che sembra essersi un po' incartata. Non una parità formale tra i sessi, ma "il riconoscimento delle diversità e di come possano collaborare". Alle donne italiane - tra cui c'è anche sua figlia Alice, 24 anni - promette servizi sociali, per metterle in grado di decidere liberamente se lavorare e/o occuparsi della famiglia. E punta tutto su una proposta rivoluzionaria: "la paternità obbligatoria, che costringerebbe padre e madre a dividersi equamente l'aspettativa post partum da trascorrere accanto al bambino".
Maria Carla Rota



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