C'è la crisi. E i banchieri inglesi si alzano lo stipendio

Giovedì, 25 giugno 2009 - 08:28:00

Sarà che le hanno appena riformate (negli Usa) o le stanno mettendo a punto, nell'Unione Europea e in Inghilterra. Comunque sia, le authority che devono vigilare sui mercati non riescono ancora a far sentire la loro voce e ad intervenire in maniera efficace. E così, mentre l'economia mondiale fatica ad uscire dalle sacche della recessione, i banchieri tornano ad aumentarsi gli stipendi e ad erogarsi i super-bonus, anche sotto forma delle tanto vituperate stock-options. Quasi che la lezione della crisi sia stata già dimenticata.

I SUPERBONUS DEI MANAGER CITIGROUP - Negli States, per esempio, Citigroup ha deciso di aumentare i salari di base ai suoi dipendenti di circa il 50% per compensare la riduzione dei bonus annuali ai suoi dirigenti. Secondo quanto ha reso noto un dipendente che sta lavorando al piano di aumento salariale dell'istituto guidato da Vikram Pandit, l'aumento delle retribuzioni riguarderà soprattutto i dipendenti del settore bancario e i trader che operano sui mercati finanziari. Un aggiustamento salariale più limitato interesserà invece i dipendenti della divisione consumer banking, quelli che operano nelle carte di credito, nell'ufficio legale o nel risk management.

LE STOCK OPTION - Basterebbe solo questo per far indignare i cittadini contribuenti visto che Citi (com'è chiamato l'istituto fra gli operatori di mercato), da campione della più spinta globalizzazione, è diventata ora, assieme a General Motors, il simbolo del salvataggio statale targato Obama (ha ottenuto 45 miliardi dollari di aiuti pubblici dal Tesoro americano). Ma Citigroup, che si unisce ai competitor Morgan Stanley e Ubs nei nuovi aumenti salariali concessi ai dipendenti, sta anche pianificando di reintrodurre le stock option dopo che le sue azioni hanno perso l'84% del loro valore nell'ultimo anno.

E I DIRIGENTI INGLESI SI ALZANO LO STIPENDIO - E' solo un fenomeno che sta riguardando gli States, epicentro della crisi dei subPrime? No, stessa musica anche nella City londinese, la culla del capitalismo finanziario nel Vecchio Continente. Sarà che, secondo quanto ha fatto sapere il rapporto 2008 di Merrll Lynch e Capgemini sulla ricchezza nel mondo, la crisi ha colpito duramente i super ricchi inglesi che si sono visti sorpassare anche dai cinesi (364.000 i Paperoni di Pechino cinesi contro i 362.000 ricconi del Regno Unito), ma mentre la Banca d'Inghilterra e la Fsa, l'autorità per la supervisione dei servizi finanziaria britannici, litigano sull'assegnazione delle competenze sul controllo dei mercati, le banche d'Oltre Manica hanno rivisto al rialzo le buste paga dei propri dirigenti. I pacchetti salariali recentemente assegnati alla Royal Bank of Scotland sono solo il caso più recente tanto che in un'audizione alla House of Commons il presidente della Fsa lord Adai Turner ha denunciato che "ci sono troppi esempi di caccia a manager e banchieri con eccessive offerte economiche. Si rischiano di sprecare le buone occasioni di riforma aperte dalla crisi".

Andrea Deugeni

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