Casi e casini di Borsa/ Stm centra le attese e il titolo crolla. Dopo un +43% annuo per salire occorreva stupire
A volte la borsa per chi non la conosce bene appare una bisca del tutto irrazionale, con rialzi e ribassi che apparentemente non hanno una motivazione plausibile quando non appaiono l’esatto opposto di quanto ci si aspetterebbe “logicamente”. Eppure la razionalità esiste eccome, solo occorre fare attenzione a distinguere i veri dati in grado di muovere il mercato da quelli che, al massimo, possono confermare o mettere in dubbio una particolare stima o valutazione.
E’ il caso di Stmicroelectronics, maglia nera del listino, che chiude a Milano a -4,79%, ridiscendendo sugli 8,27 euro ed è il peggior componente dell’indice Ftse Mib, nonostante ieri sera al termine della seduta di Wall Street il gruppo italo-francese abbia diffuso una trimestrale (relativa agli ultimi tre mesi del 2010) chiusa con un utile netto di 219 milioni di dollari, pari a 0,24 dollari per azione, rispetto alla perdita di 70 milioni di dollari di un anno prima. Su base “adjusted” (ossia rettificata escludendo oneri straordinari), l’utile per azione è pari a 0,27 dollari, un centesimo meglio delle attese medie degli analisti.
Numeri superiori alle attese di mercato anche per i ricavi, saliti del 6,6% a 2,83 miliardi di dollari (contro un consensus di 2,76 miliardi), mentre le attese per il futuro sono positive con il presidente e amministratore delegato, Carlo Bozotti che in una nota commenta: “Il settore dei semiconduttori è atteso in crescita nel 2011, anche se con un tasso più moderato rispetto al 2010, e prevediamo di raggiungere un miglioramento dei ricavi oltre le attese, accompagnato da un aumento della profittabilità a livello operativo”. Per rimarcare il suo ottimismo Bozotti aggiunge che Stm è ben posizionata “per il successo nei nostri mercato tradizionali, ma anche in quelli nuovi”.
Persino le stime sui ricavi futuri sembrano migliori delle attese ufficiali di mercato: Stm prevede che grazie alla domanda di chip per televisori con funzionalità 3D e computer per applicazioni domestiche, le vendite nel primo trimestre del 2011 caleranno del 7%-12% rispetto agli ultimi tre mesi del 2010, ma registreranno un aumento del 10% su base annuale, il che significa ricavi tra 2,49 e 2,64 miliardi di dollari, pari ad un valore medio attorno ai 2,57 miliardi di dollari contro attese di consensus di 2,54 miliardi.
Leggero calo stagionale anche per il margine operativo lordo, visto pari al 39% (più o meno un punto percentuale), rispetto al 39,9% del quarto trimestre 2010, sulla base di un cambio euro/dollaro atteso pari mediamente a 1,32. Ed allora cosa non ha convinto il mercato? Anzitutto proprio la conferma che, per quanto Stm ritenga di poter registrare risultati superiori a quelli medi di mercato, il 2011 è destinato a iniziare con una leggera frenata, poi la sensazione è che un titolo che nell’ultimo anno ha guadagnato oltre il 43% non possa trovare ulteriori spunti per salire limitandosi a centrare le attese o superarle marginalmente.
Quello di Stm stamane (ma la stessa cosa è avvenuta la scorsa settimana ad Intel) è insomma il classico caso in cui a vendite sui “rumor” e sulle attese di un miglioramento dei risultati di una società seguono poi prese di profitti sulla “notizia” che conferma come tali miglioramenti siano stati raggiunti ma che a breve non vi siano ulteriori e più positive novità che il mercato debba ancora scontare. Il che non significa, probabilmente, che il titolo non possa ripartire tra qualche giorno, magari se dopo una correzione qualche broker “scoprirà” che Stm è un’ottima azienda e che nel frattempo le quotazioni sono scese abbastanza per lasciar intravedere future possibilità di recupero se anche le prossime trimestrali continueranno a risultare pari o migliori di quanto gli analisti prevedono.
Luca Spoldi



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