Casi e casini di Borsa/ Stm in calo nonostante una buona trimestrale, pesano i risultati deludenti del wireless
Stmicroelectronics chiude il secondo trimestre dell'anno con ricavi e utili in crescita, ma il mercato punisce il titolo che fin dalle prime battute perde quota. Nel trimestre conclusosi a fine giugno il gruppo italo-francese guidato da Carlo Bozotti, principale produttore europeo di semiconduttori che in questi giorni ha assistito ad un'altalena delle quotazioni del titolo in borsa in scia ai risultati più (Intel) o meno (Texas Instruments) performanti dei principali concorrenti e clienti (Nokia), ha registrato ricavi netti pari a 2,531 miliardi di dollari, in crescita del 27% rispetto al corrispondente trimestre dello scorso.
Il Margine lordo si è attestato al 38,3%, il miglior risultato degli ultimi 37 trimestri come sottolinea una nota societaria, mentre l'utile netto è salito a 356 dollari rispetto alla perdita di 318 milioni di dollari del secondo trimestre dello scorso anno. In termini di utile netto rettificato per azione ("Eps adjusted") il trimestre si chiude con un risultato positivo per 18 centesimi di dollaro rispetto ai 7 centesimi del trimestre precedente e alla perdita di 28 centesimi di un anno prima.
Numeri che nel complesso appaiono migliori del consensus per quanto attiene agli utili, un poco meno per il fatturato (gli analisti si attendevano in media 2,59 miliardi di ricavi netti). Per il trimestre appena iniziato la società prevede una crescita sequenziale dei ricavi compresa tra il 2% e il 7%, ovvero tra 2,58 e 2,70 miliardi di dollari, dunque in linea o leggermente meglio delle stime che parlano di 2,6 miliardi. Anche il margine lordo dovrebbe migliorare e salire a circa il 38,8%, più o meno un punto percentuale.
Vista la "forte domanda dei nostri clienti", spiega Bozotti nella nota, Stm continuerà anche nel secondo semestre ad incrementare la propria capacità. Tutto bene dunque? Non proprio, visto che dopo i primi scambi a Milano e Parigi sono subito scattate le prese di profitto (a Piazza Affari il titolo ha perso il 4,59%). A lasciare perplessi gli analisti sono i numeri di St Ericsson, la joint-venture tra Stm e la svedese Ericsson.
La società, impegnata nella produzione di chip per applicazioni wireless, ha infatti visto calare le vendite del 18% su base annua a 544 milioni di dollari e prosegue nel proprio sforzo di ristrutturazione nel tentativo di riposizionare la propria produzione sulla fascia alta del mercato, quella che serve ai produttori di smart phone e dei futuri cellulari 4G per intenderci. Una strategia che ha portato a qualche beneficio visto che la perdita netta si è ridotta dai 213 milioni di dollari di un anno fa agli attuali 139 milioni, tuttavia gli analisti restano preoccupati visto che la società ha in cassa solo più 43 milioni di dollari dei 400 con cui era partita nel 2009.
Stm ed Ericsson potrebbero insomma essere chiamate a mettere mano al portafogli e l'ipotesi non deve piacere neppure a Bozotti che nella nota spiega: "Ovviamente non siamo soddisfatti dei risultati nel wireless", ma, aggiunge, "siamo incoraggiati dai progressi compiuti da St Ericsson" per ristrutturarsi in modo da centrare una progressiva ripresa. Gli investitori, più prudenti, per ora si limitano a portare a casa i profitti, per le speranze ci sarà tempo.
Luca Spoldi



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