Mi fa male lo spread... signora mia
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| Bertinotti premier per salvarci... di Pasquale Della Torca |
Si profila un finale d'estate caldissimo. E che fanno a Roma? Traccheggiano. Maggioranza e opposizione. Divagano. Come smarriti, impotenti. O incoscienti.
Senza la consapevolezza del pericolo incombente, del precipizio su quale stanno/stiamo camminando, dove basta un piede in fallo per sprofondare nel baratro.
La situazione è straordinaria, ma la politica si muove in modo ordinario. A destra si alternano e ruotano i ministri e si ponzano le rassicurazioni tra Pdl e Lega. Mentre stanno per giubilare nientemeno che il ministro dell'Economia,Giulio Tremonti, che finora era stato il garante della tenuta di quei conti pubblici che rappresentano l'epicentro del terremoto possibile e probabile. Rompono Bossi e Berlusconi? Non rompono? Quando rompono? Quanto rompono. Ed è palla di vetro, per scrutare gli umori del Cavaliere impenitente e del Senatur ansimante e ormai afono(tanto che ormai ricorre ai suoni corporali, pernacchie, fischi ecc.) con il suo cerchio magico capitanato dalla pasionaria di Francavilla Fontana Rosy Mauro. A sinistra sembrano più seri e pensosi, il dibattito è sempre on(in Tedesco), ma si teme per la questione morale e c'è l'incubo del possibile coinvolgimento del segretario Pd Pierluigi Bersani, sfiorato nelle vicende di Filippo Penati, dalla discutibile operazione Serravalle e dal ruolo del costruttore-amico Gavio. Chiusura a riccio, denuncia di complotti, minacce di querele(sembra la reazione di Craxi all'inizio di Mani Pulite, c'è un Martelli traditore nel Pd?).
Nessuno vuol prendere atto dell'estrema precarietà degli assetti politico-istituzionali e della loro inadeguatezza a fronteggiare l'emergenza alle viste, nessuno coglie il loro deficit energetico.
Il governo regge in Parlamento grazie a Scilipoti e ai suoi, ma solo se chiede la fiducia. Va sotto appena mette il naso in provvedimenti vagamente concreti e necessari. Capacità di governare a livelli dunque zero.
Ma se Atene piange, Sparta non ride. E mentre Nichi Vendola, che sembrava l'astro nascente del centrosinistra, si è già stufato dell'accrocchio e vuole mollare e ritirarsi a vita privata, nel centrosinistra non si vede alcuna alternativa di leadership e di programma possibile pronta a intestarsi la guida del Paese.
Si naviga a vista, ognuno difendendo testardamente, ossessivamente le sue ragioni. E denigrando quelle della controparte. Come se fossimo in un gigantesco Ballarò permanente.
E chi paventa il rischio incombente viene accusato di coltivare benaltrismi e ribaltoni.
In realtà prima lo si comprende meglio è per tutti: o Pdl e Pd si mettono insieme e formano l'unica maggioranza possibile dando vita a un governo di tecnici a guida Amato o Monti che fronteggia l'emergenza e traguarda la scadenza naturale del 2013(teoria del chi rompe paga e i cocci sono suoi) o saranno cavoli amari da cui non si salverà nessuno. Né a destra, né a sinistra. Perché a Roma, sic stantibus rebus, simul stabunt simul cadent.Prosit.E ad maiora.



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