Tutti in Slovenia, la nuova Svizzera
Di Giuseppe Morello
Finché gli italiani andavano zitti zitti in Svizzera a nascondere i soldi in qualche banca di Lugano era un problema per il fisco ma non un sintomo di declino, perché la Svizzera è comunque un paese ricco, efficiente e non rischioso (anche per questo noioso). La storia comincia a diventare umiliante quando scopri che molti italiani, soprattutto veneti, stanno scappando a nascondere i loro soldi in Slovenia.
Non è un bel segnale se i cittadini di un paese ricco e industrializzato come il nostro si sentono più al sicuro in un paese giovane e da poco affacciato ai fasti dell’occidente, per quanto in crescita.
Ma come dare torto agli italiani che mettono al sicuro il loro denaro in Istria? Ogni giorno misuriamo l’incapacità di questo governo e della maggioranza di affrontare la crisi, e non è solo un problema italiano se anche il premio Nobel Paul Krugman accusa tutti i leader europei di non essere all’altezza della crisi e di aver fatto sinora scelte sbagliate.
Poi ci sono le specificità italiane, con i problemi di cui ha parlato in un’intervista al nostro giornale l’economista Loretta Napoleoni, che boccia tutte le scelte del governo sinora e arriva addirittura a proporre il ritorno alla lira. A completare il quadro, il rischio paventato qualche giorno fa su Affari Italiani dall’imprenditore Ernesto Preatoni, secondo il quale se comincia la catastrofe le prime ad essere travolte saranno le banche.
Ricapitolando: l’economia non riparte, il governo è inadeguato, il debito pubblico è alle stelle e potrebbe richiedere un prelievo forzoso come quello fatto da Amato in una notte del ’92, mentre ad essere maggiormente a rischio sono le banche. Di fronte a questo può essere logico pensare che i propri risparmi sarebbero più sicuri altrove. In Slovenia, ma con questi chiari di luna persino in Congo.
giuseppe.morello@affaritaliani.it


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