Manovra/ Bonanni (Cisl) ad Affaritaliani.it: no ad un altro sciopero se Monti riapre la concertazione
E' possibile che i sindacati indicano un nuovo sciopero generale contro la manovra del governo Monti? "Non lo so questo. Vediamo un po' se il governo vuole o non vuole riaprire il capitolo della concertazione, che finora non si è voluto utilizzare". Risponde così alla domanda del quotidiano online Affaritaliani.it Raffaele Bonnani, segretario generale della Cisl. Quindi si sente di escludere un nuovo sciopero magari a gennaio? "A me interesse la concertazione, ovvero un luogo dove si renda trasparente ogni iniziativa portata avanti, ogni decisione che si prenda e ogni responsabilità che si eserciti".
SINDACATI ALL'ATTACCO DEL GOVERNO
All'indomani della votazione alla Camera della manovra economica del Governo Monti arrivano le voci di dissenso ma anche qualche segnale d'approvazione, come quello del presidente della Repubblica Napolitano che, da Assisi, ha definito l'approvazione da parte della Camera «certamente» un passo importante: «Grande prova del parlamento».
Giudizio negativo sulla manovra invece da parte del leader della Cisl, Raffaele Bonanni: «Sembra fatta da mio zio che non capisce nulla di economia» ed è fatta solo «per fare soldi subito». Intervenendo al presidio dei sindacati davanti a Montecitorio, Bonanni, ha giurato che «non daremo tregua» all'esecutivo, aggiungendo: «Non ci rassegniamo, andiamo avanti e chiediamo di cambiare questa manovra iniqua che è contro lavoratori e pensionati». Il numero uno della Cisl ha assicurato che la protesta dei sindacati proseguirà. «Proseguiremo fino a Natale e continueremo anche dopo». Secondo Bonanni «non c'è equità», ma la battaglia «non è persa» perché la manovra «può passare nel potere ufficiale, e poi è da vedere, ma non passa del sociale italiano. Incalzeremo il Governo. Sì. È stato cambiato qualcosa, ma la natura sbagliata della manovra non ci convince». Sul mercato del lavoro «non tollereremo che il Governo non ricorra alla concertazione - ha concluso - se pensano che sui licenziamenti fanno da soli stanno freschi».
Sulla stessa lunghezza d'onda il segretario della Cgil, Susanna Camusso, che da Padova, ribadisce il giudizio non positivo sul provvedimento economico. «Il nostro giudizio - ha detto la Camusso - continua ad essere quello di una manovra che non ha i tratti di equità che avrebbe dovuto avere e che comunque bisogna provare ad ottenere. Continua ad essere una manovra profondamente squilibrata sulla tassazione del lavoro dipendente, delle pensioni e delle famiglie. Questo è un tratto che va corretto anche per gli effetti recessivi che avrà sul Paese in termini di potere d'acquisto, anche in termini di contratto alla progressiva riduzione dell'apparato produttivo». La Camusso mostra preoccupazione per le prospettive economiche del mondo del lavoro: «i dati sulla produzione industriale - ha osservato - sono in totale calo, le previsioni sull'occupazione sono pessime, gli effetti antirecessivi della manovra economica che erano necessari, non ci sono». Infine, il segretario della Cgil esprime diffidenza sulla possibilità di una cosiddetta seconda fase della manovra: «siamo sempre diffidenti che ci sia una fase prima e una fase seconda, perché la sensazione è che la seconda non arrivi mai. È evidente che adesso tutti gli sforzi vanno fatti per correggere le cose più inique della manovra e per avviare una fase di crescita».


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